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Il Napoli vola coi suoi difensori. TOP e FLOP della gara al San Paolo

La Curva B e uno striscione che regala spunti d’umanità (Nelle tragedie non c’è rivalità, uniti contro il Covid-19), in campo il Napoli chiude in vantaggio al termine della prima frazione grazie alla rete di Kostas Manolas, che sblocca una partita ben giocata e gestita per lunghi tratti dagli uomini di Rino Gattuso. Nel Torino da segnalare un buon approccio al match che però ha lasciato presto il campo ad un atteggiamento troppo timido condito da numerosi errori di valutazione. Contatto più che dubbio in area granata per una trattenuta vistosa su Milik. Tant’è. Il successo del Napoli che trova i tre punti al termine di una partita controllata e gestita per lunghi tratti anche nella ripresa. Sciupa alcune occasioni e non trova il raddoppio che arriva nel finale con Di Lorenzo; in pieno recupero il gol della (vana) speranza di Edera ravviva gli ultimi minuti ma non mette mai in discussione un risultato ottenuto con grande abnegazione.

Il Napoli vola coi suoi difensori. TOP e FLOP della gara al San Paolo

Diamo i voti ai protagonisti della gara al San Paolo tra i padroni di Fuorigrotta e i granata di Moreno Longo. MVP a Giovanni Di Lorenzo, autore di un grandissimo match condito anche dal gol che vale il raddoppio azzurro; bene tutti i partenopei, che pagano l’unica distrazione in occasione del gol ospite di Edera. Belotti predica nel deserto, Mertens non trova il gol ma regala l’assist che vale 3 punti.

NAPOLI (4-3-3):

Ospina 6: il gol di Edera era inevitabile per lui. Assolto in una gara di normale amministrazione.

Di Lorenzo 7: cattivo il giusto, senza esagerare. Si mostra guardingo, nella ripresa si trasforma in gringo e mata il Toro.

Manolas 7: per lucidità e propositività mostra il volto migliore del Napoli di Gattuso.

Maksimovic 6: un paio di recuperi in velocità su Belotti che valgono l’ovazione del San Paolo, ma un’amnesia in copertura ne macchia la prestazione.

Hysaj 5.5: nel primo tempo contiene facilmente chi corre sulla sua corsia, appoggiando spesso l’azione di Insigne. Nella ripresa segue le direttive del suo tecnico ma ha un minuto di blackout perdendo le marcature che consentono al Toro di accorciare.

Fabian Ruiz 6.5: il tessitore si limita a trame semplici, anche se quando ha il pallone tra i piedi lo nasconde con stregoneria pura. Un leggero problema alla caviglia gli preclude le sortite offensive, ma gioca una buonissima gara.

Lobotka 6.5: dà solidità al centrocampo con tocchi semplici e ringhi efficaci. Esce per un risentimento muscolare, e lo stadio gli riserva solo applausi.

(80° Allan sv)

Zielinski 6.5: partecipa alla manovra offensiva in un gioco di specchi e di gambe. In palla.

Politano 6.5: la versione mancina di Insigne: corre, recupera palloni, dribbla e crossa con frequenza. Meriterebbe il gol, ci pensano i compagni di difesa.

(84° Elmas sv)

Milik 6.5: si sbatte non poco, trascina in avanti. Prova di sacrificio e tocchi di classe per il centravanti polacco che merita la fiducia del suo tecnico.

(74° Mertens 6.5: distributore automatico di assist. Vivo e combattivo, anche con una caviglia dolorante)

Insigne 6.5: negli attimi che contano c’è sempre. Dalle parti di Sirigu è tenero, ma la mole di gioco che produce è apprezzabilissima.

All. Gattuso 7: strategie intelligenti e saggia gestione del gruppo, eccezion fatta per due patrimoni societari come Meret e Lozano. Ha (ancora) ragione lui: l’aziendalista non è il suo mestiere. Fa l’allenatore, e lo fa anche bene.

TORINO (3-5-2): Sirigu 6.5; Izzo 5.5, Nkoulou 5, Bremer 5.5; De Silvestri 6, Lukic 6, Rincon 5 (84° Verdi sv), Baselli 5.5 (66° Meité 5), Ansaldi 5.5; Zaza 5 (84° Edera 6.5), Belotti 6. All. Longo 5.5.

foto: rete internet

su Andrea Fiorentino

Napoletano, cronista "seriale" di sport, cultura & spettacolo, artigiano di suoni, musicista e amante della parola scritta

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