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Napoli, chi sei? Emozioni e spettacolo part-time, poi tanti errori che premiano la Roma

Napoli, chi sei? Emozioni e spettacolo part-time, poi tanti errori che premiano la Roma

Il team azzurro in questo avvio di stagione ha mostrato un aspetto che più di tutti preoccupa: gioca part-time, cioè solo a tratti e per giunta non sai mai qual è, perché a volte gioca meglio una frazione anziché un’altra. Non è una questione di carattere fisico perché altrimenti non avrebbe avuto la forza in alcuni frangenti di fare determinate, ed inaspettate, rimonte. La trasferta dell’Olimpico è la fotografia della situazione attuale che la squadra sta attraversando. Il Napoli fatica a tenere il ritmo, quando poi non c’è nemmeno il tempo di riflettere sui propri errori e riposarsi. Era fondamentale tornare alla vittoria, dopo i pareggi discussi di Ferrara e al San Paolo contro Gasperini e compagnia bella. Il primo tempo è emozionante, frizzante, ma vede la Roma avanti di misura. Zaniolo sblocca il risultato al 19° con un tiro all’incrocio, Kolarov dal dischetto fallisce la possibilità di rimpolpare il tabellino grazie ad una grande intuizione di Meret. Il Napoli non demorde ed è più volte vicino al pareggio: traversa di Milik e palo di Zielinski nella stessa azione. Roma piega il Napoli, 2-1 il risultato finale. Partita spettacolare, densa di spunti ed errori tecnici: altro fallo di mano, si presenta Veretout che dagli undici metri sigla il raddoppio, Milik segna ancora ma non basta. Troppe leggerezze, partita sospesa da Rocchi (bravissimo) per circa due minuti per cori discriminatori, sottofondo triste che stenta a scomparire come la pioggia fastidiosa dell’Olimpico.

Napoli

Meret 7: evita figuracce, si regala una partita da primo della classe. Compie almeno tre interventi decisivi, quasi arriva sul secondo rigore, ma il pallone scagliato da Veretout è davvero violento.

Di Lorenzo 5.5: macina chilometri avanti e indietro, portando in dote più quantità che qualità.

Manolas 6: ex accolto tra i fischi, non si abbatte mai ed è bravo in chiusura.

Koulibaly 5.5: il solito guerriero, ma con le ossa rotte. Subisce continuamente come delle zanzare fastidiose le seconde punte giallorosse, Dzeko sembra tranquillo dalle sue parti.

Mario Rui 4.5: torna a pendolare sulla fascia, ma è una gara da dimenticare. Ha sulla coscienza il secondo rigore che condanna gli azzurri, dopo un braccio largo quanto una casa. Spinazzola gli rende tutto difficile.

Callejon 5.5: le sue incursioni lasciano meno il segno rispetto al passato, perché deve fare il doppio lavoro. Assurdo il tocco di braccio per aggiustarsi un pallone all’apparenza di facile controllo.

58° Lozano 6: Ancelotti lo gioca come carta della disperazione. Dà un po’ la scossa, regalando l’assist a Milik per il gol della speranza, poi? Niente, o poco più.

Fabian 4.5: gioca al piccolo trotto, senza la solita ispirazione. Sbaglia una quantità infinita di palloni, con la testa altrove.

Zielinski 5.5: quando si accende il Napoli cambia marcia. Ma è solo nel primo tempo… Pallido, confuso, intermittente.

Insigne 5.5: cerca il suo solito strappo, ma il tampinamento continuo di Spinazzola gli toglie lucidità.

84° Younes sv

Milik 6.5: è l’unico che prova a dare un brivido a Pau Lopez per tutto il match e davanti è quello che sta meglio.

Mertens 6: positivo nella prima frazione. Nella ripresa è un lento a calare, fino a sparire.

65° Llorente 5.5: entra per dare il suo contributo, ma gli attacchi del Napoli sono figli solo di volontà confusa.

Davide Ancelotti 5.5: non riesce a dare alla squadra la grinta necessaria per contenere i danni. Crollo psicologico, più che fisico…

 

Roma – Pau Lopez 6.5; Spinazzola 7, Cetin 4.5, Smalling 7, Kolarov 5.5; G. Mancini 7, Veretout 7.5; Zaniolo 6.5 (81° Under sv), Pastore 7.5 (89° Santon sv), Kluivert 6.5 (77° Perotti 6); Dzeko 6.5. All: Fonseca 7.

foto: rete

su Andrea Fiorentino

Napoletano, cronista "seriale" di sport, cultura & spettacolo, artigiano di suoni, musicista e amante della parola scritta

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