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Il Segreto di Gonzalo – Delitto e castigo

higuain-1170x658Diceva Agatha Christie che “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. Higuain e la sua finta più sagace e tagliente, uno sgarbo bello e buono al tifo napoletano. Ancora poche ore, poi Marotta formalizzerà la formula d’acquisto a De Laurentiis per Gonzalo Higuain. Il 25 era previsto l’arrivo in Trentino del bomber ma, a quanto pare, tutto è saltato; probabilmente è stato lo stesso Higuain a mettere fretta alla Juve, pretendendo di essere sollevato dall’imbarazzo di doversi presentare in vesti da separato in casa o reietto nel ritiro del Napoli. È lunedi – di conseguenza – il giorno buono per concludere una delle trattative più sofferte e difficili della storia della Serie A: per la Juventus, che deve comprare, prima di vendere un suo pilastro (Pogba?), e per il Napoli, che – oltre al massiccio tesoretto – dovrà reperire sul mercato – cercando di non farsi prendere per il collo – un sostituto all’altezza di cotanta importanza. Chiave di volta della trattativa sarà – per la società azzurra – provare a massimizzare il ritorno tecnico da un addio che ormai appare inevitabile. Lo si doveva intuire chiaramente dalla rottura dell’agente-fratello del bomber Nicolas, un paio di settimane fa. Parole dalle quali si poteva anche intuire un certo, indiscusso, “fascino ammaliatore” della Signora, nei confronti del ragazzo e del suo parente più caro e diretto.

UN ARGENTINO, UN MISTERO E IL TORTO AI NAPOLETANI – Gonzalo Higuain si avvicina rapidamente alla Juve attraverso l’unica formula possibile, il pagamento della clausola. L’assenza sospetta di Beppe Marotta (e Fabio Paratici) durante i calendari e la sua presenza segnalata a Madrid nella giornata di venerdì rappresentano due indizi che hanno portato a parlare delle visite sostenute da Higuain nella capitale spagnola. Con conferme e foto annesse. La strada resta quella già tracciata nei giorni scorsi: i soldi che arrivano da Paul Pogba e dall’operazione con il Manchester United utilizzati per mettere sul piatto quelli che servono per liberare Gonzalo. In tanti non avevano creduto alla possibilità che la Juve potesse fare una scelta del genere, ma era l’unico modo per non mettere in un vortice d’imbarazzo il Pipita dopo aver incassato il suo sì. E dopo averlo corteggiato già in passato quando non esistevano i margini. Non sappiamo con certezza come si vivranno i prossimi giorni, sarà soprattutto un problema del Napoli, di sicuro la Juve si era portata da tempo avanti con l’attaccante nato a Brest. Malgrado le smentite di Beppe Marotta, malgrado le ambigue dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis che sostenevano che l’aplomb juventino mai gli avrebbe fatto un torto del genere. Ma quale torto in un calcio come quello attuale? La clausola è un passaggio di pura democrazia, un male necessario: se la metti, esorti chiunque a pagarla. Soprattutto quelli che possono permetterselo, vedi la Juventus. Non era questo il caso del Napoli. E così De Laurentiis (stra)parla, la Juve (stra)paga Higuain e lo fa anche visitare. I soldi del contratto saranno quelli che gli avrebbe garantito De Laurentiis, almeno a parole: 7,5 milioni a stagione. Ora manca l’ultimo passaggio, il pagamento della clausola che sarebbe (sarà) il mantenimento di una promessa fatta al Pipita quando la Juve aveva agganciato il suo sì. Pagando le due clausole, quella per Pjanic e quella per Higuain, la Vecchia Signora ha preso i due veri top player della Serie A che non giocano tra le sue fila. Una politica alla “bavarese”, con l’obiettivo non solo di rinforzarsi, ma di indebolire quindi le avversarie dirette per la vittoria del campionato. È stato lasciato libero di decidere, e lui ha scelto di andare alla Juve. Chi fa l’affare? Il Napoli incassa 94 milioni e passa, può comprare (almeno) un paio di giocatori di livello. La Juventus prende un attaccante fortissimo senza spendere, vista la probabile cessione di Paul Pogba. Ora bisogna vedere se Higuain si ripeterà. In barba ai romantici (mi ci inserisco anche io) che credevano all’uomo Higuain, l’orgoglioso argentino sulle orme di D10S. Mai paragone fu più sbagliato. Al dogmatico Diego non occorreva cambiare squadra perché sapeva che era lui a far vincere il suo club, non il potere di un club a dargli l’occasione per farlo.

GONZALO, DELITTO E CASTIGO – Higuain, il fuoriclasse che ambisce ad uno stipendio da fuoriclasse e vuole giocare per vincere trofei, magari in un team che glielo consentirebbe a mani basse, come la Juventus ad esempio. D’altra parte nemmeno la Juve riuscirà a trattenere il suo fuoriclasse, l’enfant prodige Paul Pogba, perché dall’estero gli offrono uno stipendio che la Juve non potrà mai garantirgli. Ma questo è un altro discorso, una regola non scritta, e sarà sempre così. De Laurentiis non ha colpe specifiche, il momento in cui Higuain segna tutti quei gol era fisiologico che il Napoli non lo avrebbe potuto trattenere. Le “colpe” del patron azzurro semmai sono quelle di “fingere” o far finta di non sapere, dispiacendosi di una trattativa che a lui va benissimo, massimizza la sua operazione, non deve dare un compenso super a Higuain e può scaricare le colpe sul “traditore argentino”. Chi scrive ha preso una cantonata enorme come una casa in zona Crocetta a Torino.
Chissà se staranno vivendo il tormento della presa di coscienza di una colpa e di una redenzione anche loro. Mi sa di no.

UN’OPERAZIONE STORICA, UN AMORE FINITO – Un acquisto che fa da spartiacque al calcio made in Italy e alla storia della Juventus, società notoriamente poco avvezza a spese folli. Fin qui si era spinta a spendere 50 milioni di euro per (il solo) Buffon. A questo punto, sembra ormai imprescindibile per il club bianconero la cessione del francese Pogba. In ogni caso è sorprendente la scelta juventina di investire tanti soldi per un calciatore (sicuramente fortissimo) di 29 anni: Higuain firmerà (o ha firmato già) un contratto sontuoso.
Resta – per i tifosi del Napoli – certamente l’amarezza del “tradimento” ricevuto, una ferita aperta che difficilmente passerà. Le storie d’amore – quando finiscono – non possono che finire con dolore e rancore, altrimenti non sarebbero tali. La Juventus ha dovuto stravolgere la propria politica per quest’operazione e il Napoli ha la possibilità di uscirne rafforzato. Possibilità, non mera verità. Delitto e castigo.

Foto: rete

su Andrea Fiorentino

Napoletano, cronista "seriale" di sport, cultura & spettacolo, artigiano di suoni, musicista e amante della parola scritta

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