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Tanto tuonò che piovve. E poi, silenzi

Tanto tuonò che piovve. E poi, silenzi

Durante il riscaldamento e l’ingresso in campo delle squadre, la curva è rimasta muta. Ma anche tutta Fuorigrotta. Nessuna bandiera, nessun battimani, nulla di nulla. Poi fischi. Assordanti come non mai all’annuncio delle formazioni. Chiaramente tutto si regge sul piano delle percezioni, delle suggestioni. La realtà delle cose fa i conti con se stessa. Una spaccatura così particolare è sotto gli occhi di tutti, ma nessuno può dirlo con certezza nei fatti. Né vogliamo pretendere di imporne una lettura. Malinconia, meteoropatia. Sentimenti contrastanti che aleggiano e governano una stagione ancora alle sue fasi embrionali. Fermarsi, preparare la valigia e arrendersi già, obtorto collo, significherebbe buttare via uno spreco senza precedenti. Una sorta di harakiri professionale, uno sconforto totale per l’intero popolo azzurro. Umorale, sì. Ma mai infedele. Gli azzurri non riescono più a vincere, allontanandosi dalle zone che contano: i rossoblu strappano un pari ringraziando Radu e sfiorando il gol vittoria con Pinamonti (miracoloso Koulibaly sulla linea).

NAPOLI

Ospina 6: una sola vera parata, l’altra (miracolosa) la fa Koulibaly.

Di Lorenzo 6: buona gara per il terzino ex Empoli, una delle poche note liete di questo inizio di stagione.

Maksimovic 5.5: mai davvero in affanno, ma è troppo arruffone.

Koulibaly 7: Pinamonti è in giornata, K2 sforna le sue doti migliori. L’attaccante genoano non passa mai, il centrale azzurro gli nega anche la gioia del gol con un salvataggio prodigioso.

Hysaj 6.5: premessa: ricopre una posizione non sua e non giocava da tempo. Non sbanda mai, si arrangia come può.

84° Luperto sv

Callejon 6: si gioca quasi subito le energie migliori, quasi a voler dimostrare l’immensa abnegazione per questa maglia. Prende una miriade di falli, poi un po’ scompare dai radar e Ancelotti se ne accorge.

Llorente 5.5: pennellone spuntato, non ha mai una chance concreta per essere decisivo.

Fabian 4.5: gamba poco lucida, fatica molto sulle percussioni rossoblu di Agudelo &co. e non riesce quasi mai ad essere pericoloso. Sparacchia tiri che fanno il solletico a Radu.

Zielinski 6: sacrificio, concretezza e chilometri. Ma anche senza spazi regalati.

Insigne 5.5: ci mette il cuore, un atteggiamento da capitano vero. Stasera. I precedenti però non gli vengono (mai) perdonati. Fischi (soprattutto) per lui.

66° Elmas 6: gara molto generosa, attento a mantenere equilibri e va anche a un passo dal gol di testa, bravissimo Radu nell’occasione.

Mertens 6.5: l’unico a dannarsi l’anima, l’unico a dare un po’ di verve ad una manovra compassata, a tratti scolastica dei suoi.

Lozano 4: evanescente, impalpabile. A tratti irritante. Presenza in area, ma senza alcuna pericolosità.

Ancelotti 5.5: partita in salita per l’approccio molle e per la settimana pessima. Neanche stavolta si arrende troppo presto e neanche stavolta è immune da qualche disattenzione di troppo. 0-0 quasi giusto, punto prezioso per l’allievo Motta.

Genoa – Radu 7; Ankersen 6, Romero 7, C. Zapata 6, Pajac 6; Cassata 6.5 (88° Radovanovic sv), Schone 6.5, Lerager 6; Pandev 7 (80° Cleonise 6), Pinamonti 6.5, Agudelo 7 (94° Ghiglione sv). All.: Thiago Motta 6.5.

Foto: ansa/Ciro Fusco

su Andrea Fiorentino

Napoletano, cronista "seriale" di sport, cultura & spettacolo, artigiano di suoni, musicista e amante della parola scritta

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