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Milik suona sempre due volte, salvate Gabbiadini – Top e flop di Napoli-Bologna 3-1

callejonMilik suona sempre due volte, salvate Gabbiadini – Top e flop di Napoli-Bologna 3-1

Al cospetto di circa 23.000 spettatori e dopo l’impresa di Kiev, un Napoli col lutto al braccio per commemorare Carlo Azeglio Ciampi e Vittorio Raio nonché voglioso di fare bene, non aveva alcuna intenzione di fermarsi in campionato. Giocare ogni tre giorni non è facile, soprattutto dopo un impegno internazionale. E questo Sarri l’ha capito: spazio quindi ad un altro mini-turnover. Il banco di prova di stasera era vedere come il mister sarebbe riuscito a bilanciare le forze dei suoi calciatori. E sperare in un riscatto di Manolo Gabbiadini. Bicchiere mezzo pieno: il gruppo c’è, Gabbiadini non ancora. In compenso Milik si sdoppia, anche a partita in corso.
Primo tempo sotto ritmo per la compagine azzurra, felsinei spuntati e senza mordente; nonostante ciò, con un possesso palla imponente, il Napoli trova il gol al 14′ con un famelico Callejon, al quinto gol stagionale. Sarà melina azzurra fino al duplice fischio di Doveri.
Il siluro di Simone Verdi, vecchio pupillo di Sarri, tramortisce le sicurezze azzurre ottenute dal minimo vantaggio ad inizio ripresa; sesto gol in A per l’ex Empoli, il secondo contro i partenopei. Amnesia clamorosa di Pepe Reina, che cambia in un batter di ciglio l’inerzia della partita.
Il Bologna ritrova entusiasmo, recupera forza e inizia a credere nell’impresa.
Serviva uno scossone: fuori un nervoso Gabbiadini (deludente, ma comunque applaudito), dentro Milik per l’assalto ai rossoblu. Detto, fatto: un pallone toccato (assist al bacio di Hamsik) dopo un inserimento magnifico e – finalmente – il magico sinistro del polacco scaccia via i fantasmi. Non è spietato Insigne su assist di Allan, ma a chiudere i giochi sarà il killer instinct che, a quanto pare, è nel DNA di Milik: con il potente mancino si regala la doppietta personale al 33′ mandando in visibilio Fuorigrotta. Ci sarà ancora tempo per un’espulsione rossoblu (Krafth), un paio di progressioni azzurre e un’infinità di applausi. Per tutti.

NAPOLI

REINA: viene chiamato in causa due volte e si fa trovare pronto; è affettato da una rasoiata precisina di Verdi ad inizio ripresa. Si improvvisa terzino aggiunto, mettendo in mostra il suo bel piedone. Ma l’amnesia sul gol felsineo brucia. 5

HYSAJ: partita difficile da giudicare: il ceco Krejci non gli crea problemi, poi sbanda un po’ (come tutti) dopo il momentaneo pari del Bologna. Prova ad attaccare con i rossoblu in inferiorità numerica, ma bada più alla fase di copertura. 6

ALBIOL: sbadigli nel primo tempo, più “basico” e attento nella ripresa, dove ha anche la mansione di avviare l’azione in paio di circostanze. 6.5

KOULIBALY: si trova di fronte a sé l’attacco taglia small del Bologna, fa valere la sua stazza mangiandoli come grissini quando passano dalle sue parti. 6.5

STRINIC: non mette la firma sulla fascia sinistra: sarà fuori condizione, ma il caos nella prima parte della ripresa lo inghiotte. 5.5

dal 67′ GHOULAM: trova una prateria davanti a sé e se la gode. Più spinta di Strinic e qualche sbarramento in meno, ma non ce n’era bisogno. 6

ZIELINSKI: inizio da giocatore fine a se stesso, ma quando Sarri lo “trequartizza” diventa sana voglia di calcio. Da una sua progressione scaturisce il rosso a Krafth. Sempre più inserito nello scacchiere azzurro. 6.5

JORGINHO: a tratti sembra Falcao ma, siccome non è Falcao, diciamo che è stato abile a sfruttare la pochezza del centrocampo bolognese. 6

dal 75′ ALLAN: cavallo pazzo per costituzione, entra e spacca la partita. Mette in condizione Insigne di chiudere il match, poi ci pensa Milik, su assist di chi? Proprio di Allan… 6.5

HAMSIK: sinistra, destra, sinistra e infine al centro: sempre più universale, sempre più a suo agio nei panni del leader. Suo l’assist (geniale) per il primo gol di Milik. 6.5

CALLEJON: piazza un paio di scatti brucianti, segna il gol che lo porta – momentaneamente – in vetta alla classifica marcatori e propone il “solito” lavoraccio da jolly. 7

L. INSIGNE: la rivoluzione è – quasi – compiuta. Riecco il Lorenzo che telecomandava il pallone con delicatezza e talento. Bello l’assist sulla testa di Callejon per la rete che rompe l’inerzia della gara. Meriterebbe il gol, ne avrebbe anche l’opportunità, ma si permette il “lusso” di sbagliarlo. 6.5

GABBIADINI: AAA salvate Manolo. Nessun errore grave, per carità, ma la sua partecipazione al gioco è nell’anonimato più totale. Poi, con questo Milik, la strada per lui si fa sempre più in salita. 5.5

dal 60′ MILIK: incisione sulla gara? Letale. Segna la personalissima terza doppietta e il San Paolo è ai suoi piedi, pardon, al suo piede sinistro. Una “bacchetta magica” dicevano, probabilmente avevano ragione. 8

SARRI: chiede ai suoi una prova di forza per acquistare sicurezza nei propri mezzi. La ottiene. Il suo Napoli non è elegante come ci ha spesso abituato lo scorso anno, ma con l’impegno e la grinta si può andare lontano. Ancor di più se hai un Milik così… 6.5

BOLOGNA 4-3-3 – Da Costa 5.5; Krafth 4.5, Oikonomou 5, Gastaldello 6, Torosidis 4.5 (83′ Masina sv); Nagy 5.5 (61′ Donsah 5.5), Taider 6, Dzemaili 6; Di Francesco 5.5, Krejci 5 (74′ Rizzo 6), Verdi 6.5. All.: Donadoni 6.

Foto: rete internet

su Andrea Fiorentino

Napoletano, cronista "seriale" di sport, cultura & spettacolo, artigiano di suoni, musicista e amante della parola scritta

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