Il ciuccio vola sull’aquila biancoceleste. E Goran si “vendica”

Una bella risposta. Si, una gran bella risposta agli scettici, a quelli che già avevano puntato il dito su società, allenatore e squadra: il Napoli è vivo e se la giocherà fino alla fine. La vittoria all’Olimpico contro la Lazio è importante, non solo per i tre punti che portano la Benitez band a tre lunghezze dalla Roma e mantengono le distanze di sei dalla Juve capolista, ma soprattutto è stata la vittoria di Higuain, autore di una doppietta e una prestazione maiuscola, su chi già lo indicava come finito. Il Napoli ha una rosa nuova, un progetto nuovo. Le idee di Benitez, quando saranno ben assimilate dai suoi giocatori, daranno i loro frutti. Comunque le continue amnesie difensive (Reina a parte) dovranno essere analizzate con la dovuta attenzione durante la sessione di mercato invernale, con innesti utili alla causa.

HAMSIK OUT, PIPITA IN Rafa Benitez in difesa sceglie Britos al posto di Fernandez. Hamsik precauzionalmente a riposo, il mister iberico schiera Pandev dietro Higuain, davanti ai cursori offensivi Insigne e Callejon. Vlado Petkovic da le chiavi della regia all’argentino Biglia e preferisce Perea a Floccari.

CANDREVA FA IMPAZZIRE ARMERO, HIGUAIN GOL – Gara subito frizzante e avvincente. Sin dalle prime battute è Candreva l’uomo più pericoloso, un vero tormento per il cafetero Armero, che continua ad accusare grossi limiti difensivi. Josè Callejon cerca di sorprendere Marchetti con un tiro cross velenoso. Ci prova Hernanes da fuori area, ma il suo tiro è facile preda per Reina. Al 20’ Konko di destro sfiora il palo alla sinistra di Reina. Poi in due minuti le reti: gran gol di Gonzalo Higuain, in azione personale in velocità (l’ultima realizzazione su azione contro il Milan a San Siro), e sfortunato autorete di Behrami, che rifinisce in porta il cross del funambolico Candreva. Al 35’ viene annullato (giustamente) un gol di Higuain: fuorigioco. La Lazio non sta a guardare e approfitta delle leggerezze di Armero in fase difensiva e la poca reattività di Inler. Ancora Armero, fine primo tempo, regala palla a Candreva che in diagonale non inquadra la porta.

LA VENDETTA DI PANDEV, KEITA SORPRENDE – La ripresa si apre con una bella giocata di Hernanes, che si libera da marcature e lascia partire un bel tiro di poco fuori. Poi viene fuori Pandev: l’ex – dal dente più che avvelenato – raccoglie una sponda sottoporta di Maggio (ben servito da Higuain) e trafigge Marchetti. Il macedone è un fiume in piena: solita esultanza con le mani portate alle orecchie e una serie di frasi irriverenti nei confronti di qualcuno (Lotito?). Ci prova Radu per i biancocelesti ma Goran Pandev, stavolta in vesti di uomo assist, innesca Higuain che non sbaglia. Il giovane attaccante spagnolo classe ’96 Keita Baldè accorcia le distanze con un gran gol, il primo nel suo stadio, con un’azione personale e tiro sotto la traversa. Pochi minuti dopo Callejon, imbeccato da Mertens (che approfitta di una leggerezza di Ciani), chiude la gara sul 2-4, il Napoli fa festa.