Il gioco d’azzardo e la povertà: due fenomeni che troppo spesso si intersecano formando un miscuglio letale che fa disastri, miete vittime che non si contano. Negli ultimi anni, infatti, una nuova patologia è in forte espansione, e ai Ser-T le sedute per le “dipendenze da non sostanza” crescono in maniera esponenziale. Non solo tabagismo e tossicodipendenze “classiche” da sostanza, quindi: nella società contemporanea il fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo si espande a macchia di leopardo colpendo tutti i ceti sociali, con impatto maggiore in quelli più bassi. Nelle sale slot, sempre piene nonostante le polemiche dell’ultimo periodo, si gioca con una regolarità spaventosa e in generale tutto il “sistema gioco” sembra essere in ottima salute nonostante la crisi e la disoccupazione crescente. Al nord come al sud si gioca e spesso si ripone in una eventuale vincita la speranza di risolvere problemi economici. Nelle sale bingo i veri drammi e gli scandali. Intervistiamo decine di persone in tutta la Campania che confessano sia la loro dipendenza da gioco che criticità spaventose che regnano in quei luoghi della perdizione: “Nelle sale bingo che frequento si vede di tutto, c’è chi si prostituisce per 20 euro nel parcheggio per ricavare i soldi per giocare e persino gli usurai che prestano cifre con tassi fino 150 per cento. Questo accade non in un solo posto ma quasi ovunque”. Patrizia ha 43 anni ed è una dipendente da gioco cronica: slot, gratta e vinci, bingo. Dalla mattina alla sera è in continua ricerca del gioco e della vincita, i suoi occhi mostrano disagio e malessere che nemmeno una somma di danaro riesce a farle passare. “Gioco tutti i giorni ma la mia malattia è quella del bingo – afferma Patrizia che continua la sua confessione – cerco di cambiare posto ogni volta, ogni giorno in un luogo, ma ovunque è sempre la stessa storia. Le donne si prostituiscono dopo aver perso tutto e quando non possono farlo vanno a chiedere soldi agli strozzini. Ne conosco personalmente almeno cinque o sei che lavoranoin sale bingo diverse”. Non ci vuole dire quali sono le sale dove avvengono i misfatti e per questo ci facciamo un giro per verificare di persona. Giriamo in tre-quattro sale, affollatissime in questi giorni anche se ci confessano che l’affluenza è quasi sempre regolare per tutto l’anno. Anna ci confessa la stessa dipendenza di Patrizia: “Io vengo a giocare tutti i giorni, a volte anche di mattina dopo aver portato i ragazzi a scuola o dopo la spesa. Per me è vitale il gioco, se non lo faccio sto male”. Ma nessuno ci vuole fare i nomi delle sale bingo dove si registrano casi di prostituzione e usura. “La prostituzione c’è quasi ovunque. Tante donne lo fanno per avere i soldi, l’usura pure è tanta, ma non so chi lo fa e dove. Conosco persone che si sono indebitate per il gioco nei bingo, ma io di persona non ci sono mai andata”. Anche Anna è giovanissima e come Patrizia ha marito e figli ma non lavora. Come loro ci sono tante ragazze e donne, giovanissime e anziane, che non riescono a liberarsi dalla dipendenza. Alcune trascorrono giornate intere in quelle maledette e tristi sale, in qualche caso mangiano anche li dentro. Si alienano dalla realtà, vivono per il gioco tralasciando la vita reale. Tutto questo avviene nel silenzio e nell’indifferenza. L’ennesima brutta piaga di una società che ha smesso già da un bel pezzo di progredire.
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