Sant’Anastasia, un presepe per i migranti

Ieri Sant’Anastasia ha festeggiato la natività col Presepe Vivente al borgo Sant’Antonio organizzato dall’Ass. Giocondi.
“Il presepe vivente è una realtà locale che negli anni si è affermata a tal punto da essere istituzionalizzato dal Comune”, ha affermato il Commissario Prefettizio Anna Nigro ponendo l’attenzione su come un intero borgo storico sia di fatti diventato un piccolo set scenografico. “Per comprendere al meglio il Presepe Vivente 2013, bisogna abbandonare completamente l’idea della nostra classica rappresentazione – comunicano gli organizzatori – perché quest’ anno il Presepe di riferimento non sarà quello classico del ‘700 napoletano, ma sarà costruito sull’idea dell’essenziale e della povertà. Sarà un viaggio nel tempo: si inizierà con un richiamo alla nostra tradizione, si passerà poi dal Paradiso Terrestre al medioevo fino a culminare nella storia più contemporanea con la tragedia di Lampedusa. nat2-300x225 Sant'Anastasia, un presepe per i migrantiAnche quest’anno sarà coinvolto tutto il borgo antico di Sant’Anastasia, che ormai è parte integrante dell’evento. Il percorso, infatti, si snoderà tra i vicoli di: via S. Eligio con il “Presepe nel Presepe”, il Paradiso terrestre, le statue viventi, il Mistero dell’Annunciazione; via Padre Massimiliano Kolbe con l’area medioevale (tintori, lavorazione creta, armiere, bottega, piazza e giocolieri); via Padre Michele Abete con venditori di piazza e mangiafuoco; via S. Antonio con la tragedia e la speranza ( S. Francesco, convivio, naufragio o Lampedusa). I temi portanti vanno dalla creazione alla venuta di Cristo, il suo percorso nella storia, la nuova attesa e, in piazza, la conclusione e l’inizio, con la natività dopo la messa di mezzanotte”.