E’ stata finalmente svelata al pubblico quella che sarà la “baby” della gamma Lamborghini, erede della Gallardo. Non sarà per nulla semplice ricalcare la fama acquistata negli anni dalla Gallardo, ma i progettisti della casa “del toro” non deludono mai! Farà il suo debutto ufficiale al prossimo salone automobilistico di Ginevra e sarà protagonista di una sorta di presentazione itinerante che la porterà in esposizione in più di 130 eventi e 60 città. Si chiamerà “Huracàn”, e come di consueto il nome deriva da una specie di tori da corrida della razza spagnola ‘Conte de La Patilla’, toro che diventò famoso per il suo coraggio straordinario e per una forte inclinazione all’attacco. In una corrida ad Alicante nell’agosto del 1879 restò imbattuto mostrando tutto il suo carattere indomito ed entrò così nella leggenda.. La sigla che l’accompagnerà (altra consuetudine) esprime la sua potenza massima: LP 610-4. Nulla che lasci spazio agli indugi insomma!
La casa bolognese conferma per questo segmento il collaudatissimo ( sebbene aggiornato) V10. Il nuovo telaio della Huracán è una struttura ibrida che combina elementi in alluminio e fibra di carbonio con funzione portante. La Lamborghini dichiara per il suo nuovo modello un peso di 1.422 kg e un rapporto peso potenza di 2,33 kg/CV. Rispetto alla Gallardo LP 560-4 ha guadagnato 50 cavalli, raggiungendo quota 610 CV a 8.250 giri. La cilindrata si attesta a 5.4 litri, mentre la coppia massima ammonta invece a 560 Nm e viene erogata a 6.500 giri. L’impianto di alimentazione del plurifrazionato è quello a iniezione diretta stratificata degli ultimi modelli Lambo, che prevede iniettori in camera di scoppio e nei condotti d’aspirazione, per ottenere il bilanciamento ideale tra potenza, fluidità e consumi. La trazione è affidata alle tradizionali quattro ruote motrici, che rendono le auto di S.Agata uniche nelle emozioni di guida, accoppiate ad un cambio 7 marce doppia frizione, (novità assoluta sui modelli Lamborghini) di derivazione Audi. Sono di serie i freni carbo-ceramici e lo sterzo a sensibilità variabile LDS, mentre le sospensioni con ammortizzatori a controllo magnetoreologico (il campo magnetico permette di gestire la viscosità del liquido interno) sono disponibili come optional.
La casa bolognese, (di proprietà attualmente tedesca) attesta una velocità massima misurata che supera i 325 km/h, mentre si è registrato un tempo di 3.1s per raggiungere da fermo i 100km/h e 9,9s per toccare quota 200! , i valori di consumi ed emissioni ufficiali sono scesi a 12,5 l/100 km e 290 g/km di CO2 sul ciclo combinato. Il dieci cilindri è omologato come Euro 6.
Come accennato, almeno per quanto riguarda l’impostazione, resta la caratteristica forma cuneiforme e le carreggiate piuttosto larghe, ma i designer del toro si riconfermano ancora una volta campioni di stile soprattutto nella ricerca dei dettagli: Il gruppo finestrini laterali forma nel complesso un “esagono incastonato” nella portiera del gioiellino, seguendo linee tese e spigolose che attraversano tutta la fiancata. Imponenti le prese d’aria laterali (per chi avesse accusato la gallardo d’essere troppo “pulita” nelle sue linee”. La bella e dannata ci incanterà anche di notte, grazie all adozione di un impianto Total LED non solo per quanto concerne il gruppo fari e proiettori, ma anche in ogni punto in cui le vetture sono dotate di luci (e dove dovrebbero esserne), di serie, per tutti gli allestimenti. Curatissimi gli interni, e innovativa l’adozione di un unico schermo Tft a colori da 12,3 pollici, con tutte le informazioni necessarie e ampiamente personalizzabile in funzioni e impostazioni.
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