CantaNapoli all’arena di Verona. Intanto il mercato…

Fine primo tempo. Da quando la serie A si gioca con i tre punti per vittoria a venti squadre, non c’è mai stato un Napoli migliore di questo (superato il record Mazzarri, fermo a quota 39 nella stagione scorsa, senza Champions) all’ultima giornata d’andata; altro fattore da non dimenticare è il nuovo corso Benitez, una Champions League onorata in maniera esemplare e una squadra forte, che non può che migliorare.

Un successo arrivato in maniera netta, meritata. Una prova d’autorità e carattere del team azzurro, in un match alla vigilia davvero delicato, contro un Hellas sin qui vera rivelazione di questa prima parte di stagione.

HAMSIK IN PANCA, C’E’ PANDEV – Rafa Benitez deve fare a meno di molti giocatori anche per la trasferta del Bentegodi. Mesto, Behrami e Reina infortunati di lungo corso, Zuniga da valutare; si rivede Hamsik, ma parte dalla panchina (ci rimarrà tutta la gara; forse in campo mercoledì in Tim Cup contro l’Atalanta). Goran Pandev torna dall’inizio con Mertens e Callejon dietro Higuain. Il Verona, sin qui squadra solida e matricola terribile, schiera il consueto centrocampo a tre dove spicca Jorginho (in orbita Napoli), e le tre punte, Juanito-Iturbe-Toni.

MERTENS ROMPE GLI EQUILIBRI, SCALIGERI OK – La gara sin dalle prime battute è divertente ed equilibrata: al 10′ Romulo si invola sulla destra e centra per Toni: traversa. Al 25′ Higuain, assistito da Armero, scuote le mani di Rafael; subito dopo, ancora il Pipita sfiora il palo alla destra del portiere brasiliano dell’Hellas. Qualche brivido arriva anche dalle parti del Rafael partenopeo, con Iturbe in particolare, l’uomo più in forma tra gli scaligeri. Poi arriva il gol: Mertens raccoglie palla da Higuain, si accentra e piazza un destro sul palo più lontano, dove l’estremo gialloblu non può arrivare. Gol bellissimo, Napoli in estasi. A fine primo tempo Higuain va via nello stretto e con un tiro diagonale va vicino al raddoppio. Sugli scudi ancora l’attaccante argentino: grande contropiede orchestrato, servizio per Callejon che impegna severamente Rafael. Ultimi squilli di un Napoli feroce.

LA PRIMA DI LORENZO, DZEMAILI LA CHIUDE – Nella ripresa il Verona tira fuori l’orgoglio e tenta, in un paio di occasioni, la via del gol, ma Rafael è attento e sicuro. Poi è assedio Napoli: Pandev (poco lucido) in due occasioni, Mertens e Dzemaili graziano il portiere veronese. Al 70’ Mertens sfiora la traversa con un destro a giro dal limite. Tre minuti più tardi arriva il raddoppio: contropiede letale orchestrato da Mertens per l’accorrente Maggio (in buona forma) che serve il neo entrato Insigne, abile ad inserirsi e battere di prima intenzione Rafael. Primo gol in campionato per il talento di Frattamaggiore, gioia doppia per Lorenzinho. Dzemaili arrotonda e chiude subito dopo, ribadendo in gol una respinta del portiere brasiliano sul puntone di Insigne. Napoli domina la scena, sembra di essere al San Paolo. Peccato per alcuni gesti (spregevoli) di scherno di ultrà scaligeri verso i cronisti partenopei presenti in sala stampa al Bentegodi.

MERCATO – Impazza intanto il mercato. Serve (come il pane) un centrocampista, perché l’infortunio di Behrami è un problema non da poco. I nomi sono tanti: in pole ancora Gonalons, M’Vila, poi Banega (a Valencia potrebbe andarci Edu Vargas) e Javi Garcia del City. Song del Barca (si parla di uno scambio con Zuniga), e Jorginho del Verona le altre ipotesi. In uscita capitan Cannavaro: la soluzione italiana (Inter, Lazio o Sassuolo) sarebbe la più gradita dall’ex capitano, potrebbero comunque aprirsi scenari stranieri (in Brasile?). Si cerca un compagno di reparto di spessore per Raul Albiol: Agger, Skrtel e il sogno Mascherano sono i candidati.