Son tornati i Biancoscudati: alleluia alleluia!

A volte ritornano, eccome se ritornano! Pensavamo di averli “rottamati” (giusto per usare un termine ultimamente in voga nei salotti buoni) ma ci sbagliavamo, e di grosso pure! Ebbene si, sono quà con le mani in pasta più di prima, come avevano già fatto grossomodo dal dopoguerra fino all’altro ieri, governando insieme al discepolo di Hammamet o anche da soli. Di sicuro in passato hanno fatto la voce grossa col Gobbuto leader che baciava le mani agli esponenti di Cosa Nostra prima della costante e inesorabile sgretolazione della sinistra comunista e dell’avvento (il secondo ventennio o giù di lì, fate voi) e della fine del Berlusconismo. Prima e dopo tangentopoli (come a voler marcare la fine del vecchio e l’inizio del nuovo testamento della politica), sono morti e poi riesumati dalle loro stesse ceneri come la Fenice, ma mai del tutto scomparsi, no. Insabbiati, mimetizzati e relegati ai margini della cosa pubblica hanno atteso il momento propizio che è ritornato: da ieri c’è di nuovo, nel nostro Paese ormai alla frutta, un governo Biancoscudato! La croce cristiana si materializza impossessandosi nuovamente della scena con la spada puntata contro gli infedeli. Di sicuro non siamo ai tempi d’oro di regime, quando dall’altare si predicava la politica più che il Vangelo (“Non votate i mangiatori di bambini, ma solo la Croce Biancoscudata perché è cosa buona e giusta” il leitmotiv mai del tutto abbandonato nelle sagrestie), ma la sensazione è quella, saranno i corsi e ricorsi della storia, di certo rimarrà profondamente deluso quel tale che desiderava non morire “Biancoscudato”. Ma oggi che la torta è quasi finita e son rimaste solo le briciole, con la crisi che imperversa e la gente che non arriva a fine mese c’è da preoccuparsi anche per l’eroe toscano, il giovincello messo a governare per divina raccomandazione che probabilmente non sa cosa gli aspetta. Nemmeno tutto l’impegno dei media corrotti e politicizzati lo salveranno, perché la macchina del fango per i detrattori e del fumo per gli elettori non sortirà alcun effetto. Questa volta non servirà nemmeno il benestare del Quirinale, la situazione appare sin troppo compromessa e l’Italia di fronte ad un default ormai imminente. La gente inizia ad aver i crampi allo stomaco e non serviranno le “brioche” per sfamare una popolazione di disperati dissanguati da debiti e cattivi affari. Dall’Ucraina e dal Venezuela i primi segnali poco incoraggianti, con un rigurgito da destra assaipericoloso. Ma i nostri eroi Biancoscudati non si preoccupano più di tanto, credono di sapere cosa fare, e sognano di traghettarci fuori dalla crisi così che l’Italia sarà di nuovo un Paese con una torta tutta da mangiare! Non scopriranno nemmeno il piacere di sedersi a tavola e di sporcarsi le mani di marmellata, il tempo degli onori sarà ormai scaduto.

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