Si potrebbe. Forse. Il condizionale è d’obbligo con il Napoli: con Roma e Juve ormai lontane, l’allungo sulla Fiorentina (che conquista un punto al Tardini di Parma contro i ducali) alla Benitez band, non riesce.
Contro il gemellato Grifone termina 1-1. Un tempo per parte, il primo a tinte azzurre, l’altro di marchio rossoblu. E la doccia gelata arriva dall’uomo che non t’aspetti: quell’Emanuele Calaiò, ex mai dimenticato dal pubblico di Fuorigrotta, che durante la gestione Gasperini aveva assaporato l’erba del campo in pochissime occasioni. Il vantaggio, bellissimo, porta la firma del Pipita, al tredicesimo gol in campionato. Una rete per palati fini quella dell’argentino, con un tocco sotto su assist di Marek Hamsik. Tutto finito? Neanche per sogno. Il secondo tempo è letteralmente regalato alla squadra rossoblu, che trova il punto del pari (pesantissimo) con una punizione perfetta dell’ex, uomo simbolo dei primi anni di gestione De Laurentiis, l’arciere Manu Calaiò. L’attaccante palermitano del Genoa non esulta, per rispetto della sua ex tifoseria, ma sa di averla combinata grossa, perché la “sua” Napoli ha sprecato una grande occasione, e la sua freccia sarà dura da rimuovere.