Una domenica tra tante. File di visitatori, muniti della voglia di conoscere e desiderio di gustarsi gli interni di uno dei principali simboli di Napoli, si infrangono contro un triste portone chiuso. Ai lati dell’entrata troneggiano le pubblicità delle mostre in corso che invitano a percorrere fino in fondo il ponte, eppure è tutto inutile, non c’è niente da visitare. Parliamo del Maschio Angioino, incredibile a dirsi, chiuso di domenica. L’orario consueto per le visite va dal lunedì al sabato, ma la domenica niente da fare. Quello che campeggia su tutte le cartoline di Napoli, forse secondo solo al Vesuvio, è inspiegabilmente chiuso proprio nel fine settimana, quando maggiore è l’affluenza di turisti. Il castello, eretto tra il 1279 e il 1284 per volere di Carlo I d’Angiò, ha il portone serrato e sono invece aperti, con orario continuo, i corrispondenti parcheggi auto come a dire “guadagniamo di più fittandovi un pezzo di asfalto che facendo cultura”. Sconsolati e increduli i visitatori voltano le spalle alle torri di San Giorgio, di Mezzo e di Guardia; almeno per questa volta non conosceranno la bellezza della Cappella palatina nè quella della Sala dei Baroni, non potranno ammirare i reperti archeologici della Sala dell’Armeria, le opere della Pinacoteca, la Cappella delle Anime del Purgatorio. Almeno per questa volta diciamo, sperando che abbiano la pazienza e la volontà di ritornare apposta per far visita al castello. Ci perdonino i professionali e ben pagati costruttori di onerosi programmi turistici: per rilanciare Napoli forse bisognerebbe partire proprio da qui, aprite quelle porte anche di domenica!
Pubblicato alle ore 17.55 del 25/02/2014. Fonte foto: webnapoli24.com