“Uno spettro si aggira per l’Europa” ma questa volta non si tratta dello scritto politico di Marx ed Engels, ma di una crisi internazionale che da settimane imperversa nel territorio dell’ex Unione Sovietica. I pessimisti addirittura parlano di imminente conflitto mondiale alle porte, forse un esagerazione anche se è ormai evidentissima la realtà e che la situazione resta molto delicata e difficile. Prima la rivolta proveniente da destra che ha lasciato in dote la (illusoria?) libertà del popolo ucraino contro la dittatura di Yanukovich, poi l’intervento della Russia di Putin in Crimea che ha riportato indietro negli anni, quasi come ai tempi della guerra fredda con i rapporti tra Cremlino e Casa Bianca di nuovo pesanti. E’ sin troppo evidente che l’azione di Putin è sembrata agli occhi dell’Europa e del mondo alquanto azzardata (sebbene il leader russo abbia chiesto l’autorizzazione per l’intervento armato al Parlamento in una seduta dai toni sovietici “contro il neofascismo occidentale”) ma c’è da dire che all’indomani della Rivoluzionein Ucraina la popolazione è spaccata in due opposte fazioni: una parte, quella che ha messo a ferro e fuoco la dittatura dell’ex dittatore, è aperta all’Europa e chiede l’intervento degli Usa e dell’UE per liberarsi dal “giogo” russo, mentre di tutt’altro avviso è la restante porzione ucraina che ha già tirato fuori le bandiere russe sui tetti auspicando l’intervento da Mosca al più presto per liberare l’ondata da destra. La verità è che la situazione appare sempre più delicata e, nella già fragile situazione internazionale, uno scontro tra Russia e Occidente-Usa potrebbe avere effetti devastanti. In ogni settore, da quello economico a quello politico. Da scongiurare, quindi, qualsiasi tipo di conflitto e anche se nelle ultime ore la situazione (anche mentre scriviamo) sembra peggiorare la notizia di un possibile incontro tra Putin e Julia Tymoshenko potrebbe essere il reale segnale di distensione che tanti si aspettano per la risoluzione della crisi. La “partita” resta aperta a qualsiasi soluzione e sinceramente l’immobilismo sin quì mostrato dall’UE è abbastanza imbarazzante. Francia e GB chiedono interventi veloci e decisi e intanto fanno sapere di non avere intenzione di prender parte ai preparativi del G8. L’aria che si respira in queste ore è davvero pesante, sembra essere sull’orlo di un conflitto che potrebbe essere devastante e per questo da evitare in qualsiasi modo.
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