Seconda vittoria nel giro di un mese. Sempre in casa, a Fuorigrotta, nel Tempio azzurro del San Paolo. Sempre contro i giallorossi. Decide un match spettacolare, sofferto e giocato in maniera non proprio brillante Josè Callejon, hombre del partido, che trova il decimo centro stagionale e rilancia gli azzurri nella corsa al secondo posto, chiudendo frattanto le residue speranze della Roma di raggiungere l’ormai lontana Juventus (a quattordici lunghezze sugli uomini di Garcia), a un passo davvero dal terzo titolo consecutivo.
Il Napoli si conferma grande con le grandi, stavolta pur non giocando una gran partita, ma dimostrando carattere e cinismo. E’ il bello del calcio. La Roma torna a casa con un pugno di mosche, il serio infortunio di Strootman (che dovrà anche rinunciare al Mondiale con l’Olanda) e la consapevolezza di non aver legittimato il buon gioco espresso contro i partenopei, grazie anche alla grande prestazione del portiere azzurro Reina, di sicuro il migliore in campo. La gara è all’insegna della squadra giallorossa, che parte a mille senza dar punti di riferimento al Napoli, che soffre (e non poco) le ripartenze del falso nueve Gervinho e delle ali Bastos e Florenzi, ma soprattutto l’intelligenza tattica del bosniaco Pjanic, dispensatore di palloni fantastico. Strootman è costretto a uscire dopo appena 12’ per il riacutizzarsi di un problema al ginocchio (più grave del previsto sarà poi il responso dello staff medico: stop dai 6 ai 9 mesi e addio Mondiale di Brasile), sostituito con Taddei, autore di una gara di pregevole fattura; gol annullato a Benatia sugli sviluppi di un calcio piazzato (offside giusto). Poi serve il miglior Reina per sbrogliare situazioni delicate, su Gervinho prima, su Bastos poi. Il team Benitez (orfana all’ultimo momento dei probabili titolari in mediana Behrami e Jorginho) sembra quasi rassegnato, rintanato in difesa e quasi adattato a non giocarsela, tanto che crea – nella prima frazione – un’unica occasione da rete, con un tiro a giro del belga Mertens, respinto dai guantoni di De Sanctis.
Nella ripresa il Napoli sembra partire con un piglio diverso, con una fiammata di Callejon – bravo De Sanctis nell’occasione – e un tiro al volo di Higuain, ma il pressing della Roma sembra poi, di nuovo, prendere il sopravvento, con Reina ancora sugli scudi (su Florenzi e Maicon). Potrebbe essere il preludio al gol per i giallorossi. Invece no, il match lo sblocca (e lo chiude) il Napoli: ripartenza imbastita da Mertens, palla per Ghoulam e col sinistro cross al bacio per il mattatore Callejon, abile di testa ad anticipare il giovane Romagnoli e a trovare il decimo sigillo in campionato, quindicesimo in stagione. Tre punti d’oro. Ma mai crogiolarsi troppo: giovedì si torna a giocare, a Oporto, contro il Porto di Jackson Martinez, per l’andata degli ottavi d’Europa League. Poi lunedì ancora campionato, nella plaza de toros dell’Olimpico contro l’arrabbiato Torino di Ventura, reduce da tre ko di fila. Napoli da tour de force, Napoli da battaglia.