Sono sessantaquattro gli ettari avvelenati nella Terra dei fuochi: lo dimostrano le analisi previste dal disegno di legge approvato lo scorso 23 dicembre. Ieri a Palazzo Chigi sono stati presentati dai ministri alla Salute, Beatrice Lorenzin, all’Ambiente Gian Luca Galletti e all’Agricoltura Maurizio Martina, e dal governatore della Campania, Stefano Caldoro i risultati che riflettono la grave situazione ambientale di quella che viene ormai da tempo definita “Terra dei fuochi”. Un dato preoccupante ma forse meno allarmante del previsto: i terreni inquinati sono delimitati con precisione. Occorre ora garantire che i loro prodotti non siano immessi sul mercato e soprattutto passare alla seconda fase, quella più importante e spinosa: le bonifiche. Dai 57 Comuni delle Province di Napoli e Caserta (area complessiva di 1.076 chilometri quadrati che sono stati vittima di sversamenti abusivi) ne esce una speciale “classifica dei veleni” con la conseguente suddivisione dei campi in cinque gruppi a seconda dell’indice di gravità della situazione. Lepeggiori aree: Acerra, Caivano, Giugliano, Succivo e Villa Literno, le altre si trovano anche a Castel Volturno, Villa Literno e Nola. In totale si tratta di 64 ettari di suolo agricolo, pari al 2% della superfice della Terra dei Fuochi e allo 0,14% di quella campana.
Foto: rete internet