Cresce il Pil, usciamo dalla crisi. Ma il lavoro resta utopia!

Si tratta molto probabilmente solo di un sassolino nello stagno anche se da più parti la “normale” notizia viene accolta come una “gran bella” notizia. E allora la raccontiamo anche noi la “decidete voi come definirla questa notizia”, non accodandoci, però, agli stupìti cori di soddisfazione: nel quarto trimestre 2013 il Pil è salito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Tutto qua! E allora? Cosa ci accadrà di tanto favoloso nei prossimi mesi? Come una gocciolina d’acqua sulla lingua di un assetato, così ci sembra lo stupore di oggi montato ad arte solo per incantare. Ci viene da pensare che forse in un periodo di magra, con una crisi che sta mettendo al tappeto indistintamente tutte le categorie, anche le piccolissime notizie che spingono all’ottimismo debbano essere prese e festeggiate con soddisfazione. E’ questo l’andamento che sta andando per la maggiore. Ma sappiamo e siamo certi che non è così, non è altro che uno sporco bluff. Si tratta di una macchina dell’illusionismo e del fumo messa su da questa scandalosa classe politica che, grazie al subdolo e sporco appoggio di media corrotti, cerca di nascondere la realtà delle cose alla gente, creando false buone speranze che alle prime occasioni verranno smentite. Certo, non è colpa dell’Istat che non fa altro che fornire dati veritieri sull’andamento dell’economia del Paese ma se si legge per intero la notizia si capisce che tutto questo ottimismo è infondato: in lieve peggioramento il dato del Pil tendenziale che nelle stime era -0,8%. Nonostante tutto i sapientoni dell’economia affermano che il +0,1% congiunturale del quarto trimestre 2013 rappresenta la prima boccata d’ossigeno per l’economia italiana soprattutto in virtù del fatto che nel terzo trimestre del 2013 il Pil segnava una variazione negativa (-0,1%). Alleluia! Adesso ci diranno anche che a breve ritornerà il lavoro e che il governo ha trovato i soldi per pagare tutte le pensioni così l’Italia diventerà anche la prima potenza al mondo davanti a Usa e Cina. Ma poi ci risveglieremo tutti dal sogno renziano e, presi dai crampi allo stomaco derivantui dalla fame, scopriremo che sarà finalmente arrivato il momento di prendere esempio dai Paesi dell’estero che i piedi in testa dalla classe politica non se li fanno mettere.

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