Dal 2015 Napoli diventa Città Metropolitana

Si tratta di una svolta a dir poco epocale, quella relativa all’abolizione delle Province, almeno per quel che riguarda il dato territoriale. Per Napoli si tratta di un area di 70 chilometri dal capoluogo con una popolazione di 3,3: non sarà facile la gestione di 92 Comuni tutti insieme ma come se si trattasse di uno solo. E le parole del sindaco De Magistris confermano le perplessità legate alla gestione della città Metropolitana e suonano come un vero e proprio campanello d’allarme: “Esclusa Roma Capitale, Napoli sarà la più grande città metropolitana. L’asse Napoli-governo si deve consolidare e siamo fiduciosi. Il premier Renzi conosce bene la situazione di Napoli e anche l’interlocuzione avuta con il sottosegretario Graziano Delrio. La questione di Napoli è ben conosciuta dal governo ed è strategica per il paese e per il Mezzogiorno. Questa riforma è storica ed incide sulla vita dei cittadini”. Amarezza anche per Antonio Pentangelo, presidente della Provincia di Napoli, per altri 8 mesi, dichiara: “Noi restiamo al nostro posto siamo uomini delle istituzioni. Però mi lasci dire che se Fassino dice di lavorare 16 ore per Torino e pensa di mettersi un buon vice, questo significa che le città metropolitane saranno amministrate da vice”. La missione sembrerebbe più che complicata per una Napoli che già “da sola” non riesce ad attraversare un periodo brillante, figuriamoci quando si dovrà “accollare” anche le problematiche e le criticità di altri 92 Comuni. Le premesse sono tutt’altro che rosee dopo questa cervellotica, l’ennesima, decisione che arriva dal Governo centrale.

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