Lo scorso 24 marzo è partita la pulizia settimanale delle mura greche di Piazza Bellini, un piccolo risultato che anche webnapoli24 con la sua denuncia ha contribuito a conseguire. Come sempre però non basta l’opera delle istituzioni per tutelare monumenti e opere pubbliche; quello che occorre più di ogni altra cosa è lo zelo dei cittadini nel tenere pulita la città. Somme cospicue sottratte all’erario per manutenzioni straordinarie dovute ad atti vandalici non debbono essere all’ordine del giorno. La movida del weekend deve assolutamente adeguarsi ai canoni del corretto vivere civile. Deve valere per piazza Bellini come per l’area di Monteoliveto a ridosso di Piazza del Gesù Nuovo. Nella piazza le mura nascondono ma anche proteggono le bellezze della chiesa di Sant’Anna dei Lombardi, non ci sono invece mura che possano proteggere la fontana centrale dedicata a Re Carlo II sotto il viceregno di Don Pedro D’Aragona. Carlo II fu detto lo stregato, era sterile, rachitico, soffriva emicrania ed epilessia, la sua corte lo convinse di essere oggetto di malocchi; a distanza di anni la sua maledizione continua, ad Avellino vandali gli hanno stretto in pugno la bandiera della locale squadra ci calcio, a Napoli fa i conti con il sudiciume e i resti delle notti piccole del weekend studentesco. La fontana però è una meraviglia; opera seicentesca dei marmorari Bartolomeo Mori e Pietro Sanbarberio e degli scultori Giovanni Maiorino, Giovanni D’Auria e Francesco D’angelo, presenta una vasca polilobata a tre bracci, con tre leoni che reggono, gli stemmi del re, del viceré e della città di Napoli, alternati ad aquile imperiali. Pur oggetto, appena pochi mesi fa, di un parziale restauro, la fontana vessa in condizioni disdicevoli, scritte e immondizia la fanno da padrone ed alcuni cittadini si sono visti costretti ad affiggere un manifesto piuttosto diretto: “Jettate ‘a munnezza dinta ‘e bbidune, facite ‘e brave!!!”. Spesso si parla di recupero del centro storico, ma chi se non i suoi frequentatori abitudinari possono realizzare un vero recupero dell’area?
Fonte foto: webnapoli24