Ripulisce il Sarno e lo popola di cigni. Un gesto da emulare

In un contesto in cui il profondo degrado ambientale si coniuga con lo sfinimento dei rapporti sociali (appena tre giorni fa, a Sant’Antimo, un’associazione di volontariato è stata vittima del furto di parecchi beni frutto di donazioni e destinati ai poveri), lo sforzo generoso dei singoli strappa significativi risultati che animano l’intera comunità locale e forniscono una speranza di rinascita ecologica. E’ successo a Carditello con l’amore profuso da Tommaso Cestrone che per due anni si è battuto per la Reggia sita a San Tammaro. Una lotta che ha ridato vita ad un bene culturale comunitario in piena decadenza. Cestrone, spentosi per un infarto lo scorso Natale, ha saputo destare l’attenzione delle istituzioni e la sensibilità di centinaia di uomini e donne che hanno preso a cuore la sua causa. La stessa cosa si si sta ripetendo a Sarno, presso le acque di quello che è stato definito il fiume più inquinato d’Europa. Pochi giorni fa Aniello Robustelli, un ex ispettore della Polizia Ferroviaria di 56 anni, ha collocato in libertà nelle acque del fiume, precisamente alla sorgente di Rio Palazzo, anatre, germani reali e cigni. Da allora li accudisce e li protegge con impegno. I volatili si muovono in un ambiente che il pensionato cura e ripulisce da circa cinque anni. “Oggi i bambini possono trascorrere qualche ora in compagnia dei loro genitori. Possono ammirare e capire come vivono le anatre, i cigni. Possono respirare aria pulita, possono capire che il territorio e’ nostro e lo dobbiamo preservare”, ha dichiarato. “Tutto è iniziato nel 2009. Passando davanti al lungofiume di Sarno, la mia città, notavo sempre rifiuti vari depositati, tra ceramiche, bottiglie di plastica galleggianti, persino pezzi d’auto abbandonati. Ho deciso di intervenire attivamente, rimuovendoli una volta per tutte”. Il gesto del pensionato ha smosso le coscienze di parecchi così a ridosso del fiume ripulito, un contadino ha trasformato il suo terreno in una piccola oasi accessibile gratuitamente a tutti con giostre e attrezzature da picnic. Certo è una battaglia immane; la Capitaneria di Porto di Salerno e i Carabinieri, lo stesso giorno in cui anatre e cigni comparivano nel Sarno, ha denunciato il titolare di un’azienda di San Valentino Torio che immetteva i reflui prodotti dall’attività industriale direttamente nel bacino idrografico del fiume Sarno. Tuttavia arrendersi al degrado non è una soluzione. Moltiplicare gesti di solidarietà e civiltà, sensibilizzare le comunità locali, diffondere il senso di responsabilità e l’idea di partecipazione è la strada giusta per poter cambiare il presente.