Le parole di monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, suonano come un duro avvertimento e condanna alla criminalità organizzata. Le duemila persone che hanno assistito ieri alla rappresentazione della crocifissione al termine della tradizionale Via Crucis hanno di sicuro apprezzato l’amara “predica” del vescovo: “Gesù continua a morire nelle vittime dei mali dell’inquinamento ambientale. Dobbiamo tornare a casa percuotendoci il petto per i peccati nostri e della nostra città”. Poi l’ammonizione a: “Quelli che con semplice curiosità guardano lo spettacolo, quelli che deridono le sofferenze degli altri e chi vive queste crocifissioni moderne con distacco”.
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