Di certo i lavoratiri (quei pochi che possono permettersi questo appellativo) avranno poco o nulla da festeggiare domani. L’aria di crisi che ha inghiottito proprio il sistema occupazionale italiano negli ultimi anni non offre per niente segnali incoraggianti. Anche i sindacati sono consapevoli di questa amara tendenza. “Sarà un Primo Maggio caratterizzato dal lavoro che non c’è, soprattutto per i giovani. E’ la festa della disoccupazione più del lavoro”, afferma la leader Cgil, Susanna Camusso, accennando ai dati diffusi oggi dall’Istat. “Non si parla di uscita dalla crisi se non si inverte significativamente il dato della disoccupazione”, la scoraggiante chiusura della leader Cgil.
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