Continua l’offensiva di Kiev, strage a Odessa. Reazione Mosca: “Indignati”

Le dichiarazioni di Viaceslav Ponomariov, autoproclamato sindaco di Sloviansk, roccaforte della protesta filorussa, mostrano un bollettino estremamente pesante nel conflitto tra Kiev e Mosca: “In nottata sono morti oltre 10 civili del vicino villaggio di Andreievka che tentavano di bloccare un corteo di auto degli ultra nazionalisti di Pravi Sektor. Ci sono anche 40 feriti”. Il bilancio complessivo è di trentotto morti a Odessa, almeno una dozzina a Sloviansk, roccaforte della rivolta separatista filorussa, numerosi feriti e due elicotteri abbattuti: pesante la guerra civile in Ucraina, combattuta nel russofono sud-est, dove Kiev ha rilanciato la sua offensiva militare, ma anche sul Mar Nero tra secessionisti e filo Kiev. Una strage, quella di Odessa, che ha scatenato l’ira di Mosca che, “indignata” per “i crimini commessi”, ha chiesto “a Kiev e ai suoi sostenitori occidentali” di “assumersi le loro responsabilità”. Trentotto persone sono morte in un incendio dopo gli scontri a Odessa, riferiscono fonti ufficiali. Il ministero dell’interno ucraino ha precisato che “in margine agli scontri (tra filorussi enazionalisti), è scoppiato un incendio di origine dolosa” alla Casa dei sindacati. “Trentotto persone sono morte, 30 per soffocamento e otto perché sono saltate dalla finestra”, ha aggiunto. Ma tutto l’est dell’Ucraina è in fiamme: almeno una dozzina di morti accertati, numerosi feriti. “Utilizzando l’aviazione per sparare su località di civili, il regime di Kiev ha lanciato un’operazione punitiva e sta distruggendo le ultime speranze per l’attuazione degli accordi di Ginevra”, ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. “Il ricorso all’esercito contro il proprio popolo è un crimine che porta l’Ucraina alla catastrofe, siamo indignati” le parole dail ministero degli Esteri russo.

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