Tim Cup, follia criminale prima del match: arrestato ultras Roma

La vittoria del Napoli, ampiamente meritata sul campo, è passata quasi in secondo piano dopo il prologodi follia andato in scena nei pressi dell’Olimpico prima della finale di Tim Cup tra Napoli e Fiorentina. E’ stata la “cronaca di una guerriglia annunciata” con il vergognoso e ingiustificato assalto messo in atto da pseudo tifosi della Roma che vengono colpiti da raptus di demenza e follia ogni volta che vedono i partenopei sulla loro strada. Se l’erano segnata al dito questa gara, troppo insopportabile per loro che proprio gli azzurri fossero a giocarla quella finale dopo aver estromesso in semifinale proprio i giallorossi con un pesante 3-0 al San Paolo. Futili motivi, che mescolano sport e violenza, due opposti e dicotomici fattori che dovrebbero viaggiare su distinti percorsi ma che troppo spesso si incrociano generando violenza e rancori. Un imboscata bella e buona con gli ultras romani protagonisti e con napoletani e fiorentini mai a contatto come si pensava all’inizio, quando probabilmente qualcuno cercava di coprire la verità, che per tanti era chiara nonostante tv e media volessero far credere altre storie. Per fortuna le forze dell’ordina lo hanno fermato quel criminale: si tratta di Daniele De Santis, l’ultrà della Roma accusato di tentato omicidio e del ferimento di tre tifosi del Napoli a colpi di pistola. L’ebete, probabilmente uno squilibrato mentale appartenente a pseudo gruppi di estrema destra, avrebbe – secondo le ricostruzioni – prima provocato i tifosi napoletani lanciando fumogeni contro di loro, poi, alla loro reazione e poi risposto esplodendo colpi di pistola. De Santis, 48 anni, ha precedenti di polizia ed è titolare di un chiosco nei pressi del luogo dell’aggressione. Già noto alle forze dell’ordine per disordini nel derby della vergogna di qualche anno fa quando si fece sospendere la gara, De Santis è stato colpito da daspo per cinque anni. La violenza è la vergogna è continuata poi all’interno dello stadio quando gli ultras azzurri hanno deciso se far giocare o meno la gara e con quel lancio di petardi in campo che per poco non feriva uno steward. Il calcio non è questo, gli ultras non possono decidere se giocare una gara, lo sport è ben altro. Il nostro pensiero va a Ciro Esposito che sta lottando contro la morte a causa per una partita di pallone, e questo fa crescere la nostra rabbia!

Foto: rete intenet