Sampdoria – Napoli, i precedenti: ultimi confronti favorevoli agli azzurri

Gli azzurri, freschi vincitori della Coppa Italia e ormai sicuri del terzo posto valevole per l’accesso ai preliminari di Champions, fanno visita alla Samp di Mihajlovic alla ricerca della decima vittoria esterna che costituirebbe il record societario.

Tralasciando i precedenti con le antenate della squadra doriana (Andrea Doria, Liguria, Sampierdarenese e Dominante), il primo confronto in terra ligure il 26/01/1947 vide la vittoria del Napoli che si impose con un gol dell’uruguaiano Andreolo.

Negli anni successivi, però, i blucerchiati, nonostante fossero un team di centro-bassa classifica, in casa diventano imbattibili per i partenopei, che dal 1947/48 al 1957/58 riescono a cogliere un solo solo punto (0 – 0 il 21/09/1952), subendo anche alcuni notevoli tracolli come il 5 – 2 del 12/06/1955 e i due 3 – 0 del 13/11/1955 e del 22/12/1957.

La vittoria che spegne il lungo digiuno porta la firma di Luis Vinicio, autore di una doppietta il 27/12/1959 (0 – 2). Dopo di allora Marassi inizia a sorridere in maniera frequente agli ospiti, che tra il 1958/59 e il 1974/75 su 13 sfide ne vincono 4 (2 di seguito, 0 – 1 il 04/10/1970, Bianchi, e 1 – 2 il 13/02/1972, Manservisi, Improta, Negrisolo), 7 volte pareggiano e solo in 2 occasioni, seppur consecutive, vi soccombono (3 – 0 il 15/04/1963 e 1 – 0 il 15/05/1966), stabilendo anche il record di imbattibilità compreso tra il 1967/68 e il 1974/75.

Negli anni 70, comunque, prevalgono i pareggi, uno dei quali è il 2 – 2 del 02/01/1977 nell’anno della seconda retrocessione dei liguri, che li terrà lontano dalla massima serie per un lustro.

Unico successo dei padroni di casa in quel periodo è il 2 – 1 del 02/01/1977 (Tuttino, Magistrelli su rig, Savoldi).

Quando i genovesi tornano in A (1982/83) ottengono un lusinghiero settimo posto laddove gli azzurri devono sudare le proverbiali sette camicie per evitare la caduta tra i cadetti. Tuttavia, la sfida del Ferraris il 20/03/1983 si conclude 1 – 1 per le reti di Francis (S) al 25’ e di Dal Fiume (N) al 79’.

Prima di tornare a gioire nell’impianto genovese, i partenopei conoscono altre 2 sconfitte, una delle quali è il 4 – 1 del 18/12/1983 (Casagrande, Mancini, Pari, Caffarelli, aut. Krol), mitigate da un pari a reti bianche il 27/01/1985 nella prima stagione di Maradona.

Proprio il Pibe de Oro contribuisce a spezzare questo tabù, risultando decisivo nelle successive due vittorie (consecutive). Nella prima, il 12/10/1986 nell’ anno del primo tricolore, trasforma il rigore del definitivo 1 – 2 (le altre reti di Caffarelli e Vialli) mentre in quella del 17/01/1988 (0 – 1) disegna all’ 87’ nella fanghiglia di Marassi una parabola magica su cui nulla può Bistazzoni, estremo difensore sampdoriano.

Questi sono gli anni d’oro non solo del Napoli ma anche della stessa Samp del grande Vujadin Boskov, che, proseguendo nel lavoro intrapreso da Bersellini, col quale i liguri avevano vinto il loro primo titolo della storia, la Coppa Italia del 1985, fa della Doria, grazie agli investimenti del presidentissimo Paolo Mantovani, una delle squadre più competitive in Italia e in Europa (nel 1992 solo un siluro di Koeman farà svanire il sogno di diventare Campioni d’Europa). Pertanto, per gli azzurri la trasferta diventa sempre più ostica tanto che vengono superati dai padroni di casa sia nell’anno del secondo scudetto napoletano (2 – 1 il 18/03/1990, Dossena, Careca, Lombardo) sia in quello dell’unico sampdoriano, un 4 – 1 (Cerezo, Vialli 2, Maradona rig., Lombardo) del 24/03/1991 passato tristemente alla storia come l’ultima partita di Maradona con la casacca azzurra.

Questo trend prosegue per la prima metà degli anni 90 salvo, poi, arrestarsi nel 1994/95 per 3 stagioni consecutive, con gli ospiti che dopo 2 pareggi e dopo quasi 8 anni tornano corsari con un gol della meteora brasiliana Beto (0 – 1 il 29/09/1996).

Nella stagione peggiore del Napoli va, invece, di scena la partita più ricca di marcature: un 6 – 3 del 21/12/1997 che lascia ben poca immaginazione su come andrà a finire l’annata del Ciuccio. Particolare curioso, quella nefasta occasione è stata l’unica volta in cui i partenopei sono riusciti a segnare più di 3 gol nel Ferraris doriano.

Tuttavia, quella vittoria così roboante non porta grossa fortuna ai blucerchiati che l’anno seguente cadono anch’essi nella serie cadetta, dove, ad inizio secolo, affrontano 3 volte i partenopei, perdendo due volte (fondamentale in chiave promozione lo 0 – 2 di Asta e Schwoch il sabato santo 22/04/00) e vincendo il 10/03/2003 (2 – 0)

Dal ritorno in A del Napoli, il bilancio è in perfetta parità con 2 vittorie per parte e un pari. Nello scorso campionato ha deciso un rigore del Matador Cavani.

Le due società, infine, sono state protagoniste anche di una finale di Coppa Italia vinta dai genovesi nella stagione 1988/89 (1 – 0 il 07/06/1989 Renica; 4 – 0 blucerchiato sul neutro di Cremona il 28/06/1989).

Capocannoniere del match è Roberto Mancini con 6 reti, che precede i doriani Vialli a 5 e Bassetto a 4. Primo degli azzurri è Maradona con 3. Unico napoletano della rosa attuale ad avere già segnato è Hamsik fermo ad 1.

Qui di seguito tutti i precedenti a Genova, sponda blucerchiata:

Vittorie Sampdoria: 23 (19 in A, 1 in B, 3 in Coppa Italia)

Pareggi: 17 (16 in A, 1 in Coppa Italia)

Vittorie Napoli: 12 (10 in A, 2 in B)

Vittoria Sampdoria più recente: Sampdoria 1 – 0 Napoli (16/05/2010)

Pareggio più recente: Sampdoria 2 – 2 Napoli (05/04/2009)

Vittoria Napoli più recente: Sampdoria 0 – 1 Napoli (30/09/2012)

Massima vittoria Sampdoria: Sampdoria 6 – 3 Napoli (21/12/1997)

Massima vittoria Napoli: Sampdoria 0 – 2 Napoli (27/12/1959 – 15/02/1969)

Reti Sampdoria: 78 (67 in A, 2 in B, 9 in Coppa Italia)

Reti Napoli: 46 (40 in A, 4 in B, 2 in Coppa Italia)

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