Ennesima tragedia, una strage di migranti a 40 miglia dalle coste della Libia, a pochi giorni di distanza da un altro naufragio che ha provocato la morte di una quarantina di persone partite dalle coste orientali del paese nordafricano. Ancora morti e dispersi, il bollettino parla di oltre duecento migranti salvati dalle navi italiane e i mercantili dirottati in zona. Per 17 non c’è stato nulla da fare, i loro corpi sono stati recuperati già senza vita, molti altri, probabilmente altri 200, sono già in fondo al mare se è vero che sul barcone erano in quattrocento. Non bastano più gli sforzi che l’Italia sta facendo con la missione Mare Nostrum, occorre mettere in piedi una missione internazionale per tentare di bloccare i trafficanti di morte e consentire alle migliaia di richiedenti asilo che si trovano in Libia di poter presentare le domande in quel paese. “L’Europa ha due strade: o viene qui ed issa la bandiera europea sull’operazione Mare Nostrum oppure una volta che avremo definito lo status dei migranti e accertato che hanno diritto alla protezione e che vogliono andare in altri Paesi, noi li lasceremo andar via”, ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. “Il diritto di asilo – ha aggiunto – è sacrosanto ma non si può esercitare solo in Italia”. Nel frattempo ieri 98 migranti siriani o di altre nazionalità, fra cui alcuni minorenni, sono sbarcati in serata ad Ancona dal traghetto greco Cruise Olympia, dopo aver viaggiato per oltre 20 ore nascosti a bordo di due tir. Gli autisti dei mezzi pesanti, un turco e un greco, sono stati arrestati. Sessantanove migranti sono stati fermati dalla Polmare, altri 29 sono stati rintracciati in giro per la città da agenti della Guardi di finanza. Alcuni chiederanno asilo politico.
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