Ancora morti sul lavoro, una strage terribile con numeri allucinanti: almeno 205 i morti, tra cui un ragazzo di 15 anni. L’esplosione nella miniera di carbone a Soma in Turchia ha avuto effetti devastanti con i duecento lavoratori rimasti intrappolati a duemila metri di profondità. Secondo le prime ricostruzioni la causa della deflagrazione (l’incidente si è prodotto nel pomeriggio durante un cambio di turno ed erano presenti in miniera 580 minatori ma circa 300 sono riusciti a fuggire da altre galleria) sarebbe dovuta ad un cortocircuito e sul numero preciso delle vittime non c’è ancora certezza, sta di fatto che il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha proclamato tre giorni di lutto nazionale a partire da oggi. Davanti ai cancelli della miniera si sono riuniti i familiari dei minatori intrappolati: per loro momenti di drammatica attesa. L’incidente porta alla luce un’amara realtà: le carenze nella sicurezza delle miniere di carbone turche sono da tempo al centro di polemiche. Nel 2013, sono stati 93 i minatori morti nelle varie miniere del paese. Due settimane fa il principale partito di opposizione, il Chp di Kemal Kilicdaroglu, aveva chiesto in parlamento un’inchiesta sulla sicurezza proprio nella miniera di Soma. La proposta è stata bocciata dall’Akp, che ha la maggioranza assoluta nella Grande Assemblea di Ankara.Il Papa ha fatto un appello in udienza generale: “Vi invito a pregare per i minatori che ieri sono morti e per quanti si trovano ancora intrappolati nelle gallerie. Il Signore accolga i defunti nella sua casa e dia conforto ai loro familiari”.
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