Il Governatore della Campania Stefano Caldoro, in una lunga intervista rilasciata a “Il Mattino” ha trattato del tema del ‘livellamento’ del rapporto e delle pari opportunità che ci dovranno essere tra Nord e Sud nella nuova Costituzione sollevando la ‘Questione del Mezzogiorno’ inserendola nella pagine delle riforme “Per segnare il cambiamento è la garanzia dei diritti costituzionali” dice il presidente della Regione. Si parte proprio dalla riforma del Senato: “Ho apprezzato il primo via libera alla riforma della Costituzione. Una riforma, ed è il dato politico più rilevante, ottenuta grazie alle larghe intese perché la maggioranza da sola non aveva i numeri. Vince dunque il modello delle larghe intese e vince la voglia di cambiare il Paese. Tuttavia, la più grande riforma che può segnare il cambiamento è la garanzia dei diritti costituzionali”. Poi la ‘stoccata’ ai nostalgici del federalismo fiscale: “Si è fatta confusione, non so se in buona o in cattiva fede. Il federalismo avrebbe dovuto realizzare una sana competitività e invece ha accresciuto le differenze. La perequazione, la suddivisione in maniera equa di risorse e oneri, avrebbe dovuto annullare le distanze. La legge è invece rimasta un foglio scritto, non è stata attuata. E oggi ci ritroviamo con un Paese diviso, il contrario di quanto è avvenuto in Germania”. Maggiori risorse al Sud: “Il governo applica i costi standard solo quando c’è da avvantaggiare il Nord. Altrimenti si decide per la spesa storica. Invece ci sono diritti che vanno garantiti a tutti, soprattutto a chi dimostra nei fatti di mettere in campo impegno e scelte virtuose”. Infine Renzi a Napoli: “Chiudiamo un lavoro di sei mesi. Ora occorre uscire dalla fase degli annunci e mettere mano concretamente al rilancio dell’area occidentale. Il protocollo di intesa per le bonifiche e l’accordo di programma per Città della Scienza sono un passo importante”.
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