Non sarà di certo una ‘passeggiata’ quella di domani a Napoli del Premier Matteo Renzi perchè nel capoluogo partenopeo troverà ad attenderlo un clima rovente e non solo perchè si è al 14 di agosto. In città si discute sull’arrivo del Presidente del Consiglio e sulle criticità che tengono in ostaggio la città, tra le quali c’è anche la questione della ricostruzione di Città della Scienza. Ed’è proprio li che si infiammerà probabilmente il dibattito con le innumerevoli proteste. Si comincia dal giorno prima dell’arrivo del premier con le manifestazioni dei dissidenti. L’obiettivo è chiaro: protestare contro la firma dell’accordo per la ricostruzione di Città della Scienza e la bonifica di Bagnoli. Firma prevista proprio domani con l’arrivo a Napoli del premier Renzi. Con questa motivazione il gruppo “Una spiaggia per tutti” composto da una trentina di persone ha occupato il cantiere di Corporea a Città della Scienza salendo sulle impalcature affiggendo striscioni con le scritte: “Renzi and Co ‘Stateve a Casa” ma anche “Stop Speculazioni e privatizzazioni a Bagnoli”. Contestualmente un volantino è stato distribuito nella zona antistante il cantiere da altre persone appartenenti allo stesso gruppo che spiega le motivazioni della presa di posizione: “Non si può ricostruire sull’area destinata a spiaggia pubblica, città della Scienza va trasferita come prescrivono le leggi, i piani urbanistici e la delibera firmata da 13mila napoletani ed approvata due anni fa dal consiglio comunale. A fronte di nessuna garanzia sulla bonifica si regalano 40 milioni di euro alla Fondazione Idis senza aver chiarito gli obiettivi dell’incendio e senza che Città della Scienza abbia certificato la bonifica delle sue aree”. Lo scorso 7 agosto, in occasione della seduta del Consiglio comunale di Napoli sul rendiconto, un gruppo di persone appartenenti a diverse associazioni e sigle (comitato “Una spiaggia per tutti”, Assise Cittadina per Bagnoli, Italia Nostra Campania, Verdi Ambiente e Società, Bancarotta Bagnoli, laboratorio politico Iskra, Laboratorio Zero81, Comitato centro storico Napoli, Csoa Ex Funivia, Movimento per il diritto all’abitare ‘Magnammoce ‘o pesonè, Assise di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia, Sinistra anticapitalista, Monitor Napoli, Insu Tv) presentarono tra le proteste generali un appello con il quale si chiedeva di non firmare quell’accordo.
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