La decisione era nell’aria, inevitabile e per certi versi annunciata da più parti. Il coro unanime della politica, quella dell’opposizione a ‘Giggino’, è stato rispettato dal prefetto Francesco Musolino che ha avviato gli adempimenti per la sospensione del sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Decisione che ci sta, tecnicamente ineccepibile quella di Musolino. Appaiono piuttosto fuori luogo e di dubbio gusto gli accanimenti di parte della politica contro il sindaco, come se de Magistris fosse l’unico e solo mostro crudele contro il quale puntare il dito: una spregevole consuetudine di matrice italiota politichese che sa tanto di “si salvi chi può” o di “morte tua vita mia” nella raggelante scena culturale in cui è caduta la cosa pubblica nazionale e locale. Ovviamente si bada solo ed esclusivamente a screditare l’avversario politico, innocente o colpevole poco importa. Ma questa è una storia che tutti conosciamo e che si commenta da se, tornando agli effetti della sentenza ‘Why not’ pensiamo che questi potrebbero essere catastrofici nell’economia di gestione di una città come Napoli che non se la passa molto bene. Per questo motivo chiediamo in primis che la giustizia faccia il proprio corso e che si arrivi al più presto alla verità: se de Magistris avrà sbagliato è giusto che paghi, nel caso contrario potrà dimostrare la sua innocenza. E prendersi casomai la rivincita contro chi adesso lo affossa. Sta di fatto che la nostra città, già in ostaggio di innumerevoli criticità (dalla camorra all’emergenza rifiuti nella Terra dei fuochi alla gestione politica deficitaria) potrebbe adesso ritrovarsi con un buco istituzionale senza precedenti. Non è detto che questo avvenga necessariamente perchè sulla carta tecnicamente ci sono tutti i modi per superare la crisi istituzionale, ma non di certo per cancellare la batosta principale, quella politica e soprattutto morale che scaturisce da questa complessa e delicata situazione. Da tempo abbiamo criticato, anche pesantemente, la gestione de Magistris secondo noi incapace di trovare argini alle tante problematiche cittadine, adesso però è il momento della chiarezza e della celerità: non ci possiamo permettere un vuoto del genere, si stabilisca chi debba essere il nuovo leader politico e si giunga ad una inversione di tendenza netta e decisa. E non ci vengano a raccontare che si può andare avanti con un vice sindaco e far finta che nulla sia accaduto: si dia al più presto un nuovo volto politico alla città. Uno capace di far riemergere dal torpore una popolazione in perenne declino. Tanti napoletani, quelli onesti che non credono che la camorra possa proteggere dallo Stato, da troppo tempo chiedono ascolto. Si svolti, quindi, anche a costo di arrivare a nuove elezioni: Napoli è stanca di aspettare. Si vada avanti (con o senza de Magistris) con una figura politica che sappia ridare speranza ad una comunità intera.
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