Fu torturato, strangolato e schiacciato con un trattore: un omicidio orribile, commesso 25 anni fa, quello che uccise Paolo Letizia sequestrato il 19 settembre del 1989 a Villa di Briano – in provincia di Caserta – e mai più ritrovato. La Dia ha notificato un ordinanza di custodia cautelare ai responsabili: Francesco Bidognetti, Francesco Schiavone (cugino omonimo del capoclan dei casalesi), Walter Schiavone, Giuseppe Russo e Salvatore Cantiello. Di questi, i primi tre sono ritenuti i mandanti, gli altri due gli assassini, tutti affiliati al clan dei casalesi o comunque legati ad ambienti camorristici. Letizia, dedito a rapine eclatanti, era per questo mal sopportato da Francesco Bidognetti. Inoltre era sospettato di essersi legato ad Antonio Salzillo, nipote del boss Antonio Bardellino, acerrimo rivale dei casalesi da loro ucciso in Brasile. In ogni caso, a mandanti ed esecutori dell’omicidio, tutti già in carcere, la Dia ha notificato la misura emessa dal gip Giuliana Taglialatela su richiesta dei pm Antonello Ardituro della Dda e Patrizia Dongiacomo della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il giovane fu sequestrato, torturato nella masseria di Francesco Schiavone, soprannominato “Cicciariello”, e sepolto lungo il fiume Volturno. Fu eliminato in un momento di massima recrudescenza della “pulizia etnica” che il clan dei Casalesi, nato dopo l’eliminazione di Antonio Bardellino, stava conducendo nei confronti degli affiliati rimasti fedeli ai parenti di quest’ultimo.
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