Luoghi comuni su Napoli, il raffronto tra il Nord ‘efficiente’ e il malridotto Sud, la dicotomia di differenti stili di vita che vorrebbero sortire un effetto positivo sugli spettatori che invece ‘protestano’ contro temi ritenuti da tanti obsoleti e soprattutto discriminanti. Un po come la storia di ‘Gomorra’ a Scampia, con toni meno polemici. E’ quanto accade al film ‘La scuola più bella del mondo’, con la regia di Luca Miniero: un inedito preside interpretato da Christian De Sica, nelle vesti di professori Miriam Leone, Rocco Papaleo e Angela Finocchiaro. Si raffrontano due scuole: una in Toscana, l’altra in Campania ad Acerra, una città sin troppo ‘bistrattata’ e martoriata da questioni ben più serie. Trama non nuova: per un disguido fallisce il gemellaggio dell’istituto toscano con gli alunni di Accra in Ghana (la richiesta invece di venire indirizzata ad Accra finisce ad Acerra) e da li il tema centrale del film. “I napoletani sono esasperati dai luoghi comuni con cui viene descritto il nostro territorio e le nostre infrastrutture. Certo – spiegano Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della radiazza – bisognerebbe avere anche un poco di autoironia come storicamente la nostra popolazione sa fare per cultura, ma sta di fatto che oramai la rabbia diffusa sta levando ai meridionali anche il gusto di ridere. La gran parte di coloro che hanno visto la pellicola si sono sentiti offesi. Scuole rotte, bambini violenti, insegnanti impreparati. Sembra l’apoteosi dei peggiori steriotipi del sud che serve solo a fare risate grasse ma mai a risolvere i problemi”. Il film (nelle sale dal 13 novembre) ha realizzato un incasso di 2.494.280 euro, classificandosi al primo posto del box office del week end.
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