Le degenerazioni del razzismo che travalicano il perimetro dei campi di calcio e che mostrano una società inquietante e in preda ad isterismi etnici. Una società ignorante e priva di valori, anche di quelli minimi. Questa volta è inutile nascondere la realtà e cercare di coprire la vergogna, non si potrà dire che si tratta di sfottò da stadio, che “non c’è nulla di xenofobo in un coro o uno striscione da curva”, questa è la vita di tutti i giorni, è subcultura ripugnante e becera, che annichilisce ogni briciolo di intelligenza. Ci si dovrebbe indignare a leggere un menu’ del genere: “Speriamo nel Vesuvio” con tanto di prezzo a fianco. Uno si dovrebbe alzare senza nemmeno farla l’ordinazione, per non essere complice! Una infelice battuta che circola in rete? No, stavolta pare di no e che invece si tratti di realtà. Dalla rete c’è sempre da diffidare, ma in ogni caso si apprende che l’imbecille di turno si trova a Genova, ma non è importante il posto: quì si parla di un sentimento diffuso anti napoletano che inizia veramente a diventare caso da non sottovalutare. Non è più ascrivibile al mondo del pallone, ma a questa malata società. “Speriamo nel Vesuvio” lo abbiamo letto ed ascoltato a Bologna, a Verona, a Bergamo e Milano e soprattutto a Roma. La foto, pare sia stata stata postata sul web da un giovane campano andato a Genova per aiutare gli alluvionati. Da segnalare anche la portata ‘vallanzasca‘. Di cosa stiamo parlando?
Foto: rete internet