Napoli. In ventimila, forse addirittura di più. Un’onda rossa che ha sfilato in modo assolutamente pacifico e composto per la città, un cordone di speranza che ha tinto con la vernice accesa della passione e della lotta politica il colore della protesta contro il Governo Renzi. Da Piazza Garibaldi sino a Piazza Matteotti, un continuum di emozioni, passando per Corso Umberto I: la carica dei ventimila a Napoli, un grido di ptotesta, forte e deciso, dalla città simbolo del precariato e dell’inoccupazione, emblema del Mezzogiorno di un Paese sempre più in ginocchio. Da una parte della simbolica barricata c’è il Governo che fa ‘cene da mille euro a persona’ e che vira per la propria strada, incurante delle opposizioni e senza tener conto delle criticità pressanti che giorno dopo giorno annichiliscono la speranza di ripresa. Renzi pensa alle Olimpiadi, tanti italiani fanno fatica ad arrivare a fine mese. Che facciamo premier? Gli diamo le brioche? Il job acts o la devastazione dell’articolo 18 o lo ‘sblocca Italia’ non getteranno per l’ennesima volta il ‘fumo negli occhi’ alla gente stanca delle promesse non mantenute e delle bugie. Tipo quella storiella degli 80 euro che in tanti si son bevuti mesi fa. No stavolta no, i cittadini stanno ‘eprendo gli occhi’! Il burattino toscano fresco di gita dalla terra dei canguri ormai ne sta facendo troppe, diciamo che non ne azzecca una e che persino chi ha deciso di metterlo a capo dell’esecutivo si sta pentendo della scelta forse avventata! C’è chi addirittura, in questo periodo da scarabocchio politico, rimpiange Letta! Cose da pazzi! Sta di fatto che adesso la situazione sembra davvero all’esasperazione e l’ostruzionismo dell’esecutivo e la sordità mostrata sin quì di fronte alle molteplici problematiche non lasciano presagire nulla di buono, la bomba è bella e pronta ad esplodere in un contesto deprimente. Dall’altra parte della invisibile barricata la Fiom (in compagnia dei cugini della Cgil ma anche della Uil) che mette a nudo le inefficienze dell’esecutivo e che proclama gli scioperi generali. A Napoli stamattina erano tutti presenti, dagli esponenti dell’Amministrazione comunale di Napoli, agli operai dell’Astir, agli studenti insieme ai collettivi e i centri sociali. Hanno sfilato i componenti del movimento ‘Stop biocidio’ che hanno ricordato la drammatica situazione della Terra dei fuochi, i disoccupati, i precati, tutti. In tantissimi si sono identificati nella lotta della Fiom per dare voce e speranza a situazioni che restano insopportabili. Da Piazza Matteotti l’ennesimo messaggio: caro Renzi, ascolta i lavoratori di tutta Italia da Napoli che, nonostante la tua arroganza e mediocrità politica, ti tendono la mano per uscire dalla palude. Le fratture e le guerre non servono a nessuno. O si prova ad uscire tutti insieme dalla crisi o ci si prepari al peggio! Il tempo delle promesse e dei gelati è finito, caro premier. Si passi ai fatti, o la guerra che lei steso sta scatenando metterà fine alla sua – sin quì platonica – esperienza al governo.