Napoli. “Uno spettro si aggira per la Nazione, è lo spettro di Renzi e dei suoi che minacciano le ‘officine’: proletari di tutta Italia unitevi!”. No, non è lo slogan del nuovo manifesto del partito comunista italiano, si tratta semplicemente del pensiero diffuso che gran parte dei lavoratori (metalmeccanici in primis guidati da Landini e dalla Fiom) hanno del governo attuale. Governo che tutto fa, tranne che tendere la mano al numeroso popolo delle fabbriche. Presi mi mira il premier – attualmente ai ferri corti col mondo dei sindacati – e Marchionne, a capo della Fiat e ritenuto il principale responsabile del malessere economico della casa automobilistica – che fu – di Torino. Arrivati da tutta Italia, un enorme folla rossa che ha colorato i vicoli di Napoli dalle prime ore della giornata. Slogan, striscioni (Renzi vestito da Pinocchio il più gettonato) fumogeni e pure qualche petardo, ma tutto estremamente pacifico e non violento. Ingente il dispiegamento delle forze dell’ordine: poliziotti e carabinieri hanno – stavolta – osservato senza preoccupazione lo svolgimento della manifestazione. Puglia, Calabria, Lazio, Molise, abruzzo e non solo: lavoratori anche dal Nord che hanno rinunciato alla giornata lavorativa per aderire allo sciopero generale indetto dalla Fiom per far capire al governo che bisogna rispettare gli operai e iniziare a pensare seriamente di riformare il sistema lavoro. Lo scenario è stato arricchito dagli studenti che hanno solidarizzato con i lavoratori manifestando il proprio malessere minacciando anche occupazioni ad oltranza. Il clima che si respira è estremamente sereno ma la rabbia della gente è sin troppo evidente, tangibile. Napoli ha risposto presente, ha chiamato a raccolta il popolo delle ‘tute blu’: oggi sono stati oltre ventimila, il messaggio è arrivato di sicuro dalle parti del Nazareno.