Un tempo era diventato un grande business, tra i principali, per la criminalità organizzata. Dagli anni ottanta in poi la sigaretta a Napoli (e non solo) era in gran parte made in contrabbando, famosissime le 04′ o le 05′ di una nota marca internazionale. Ma un po tutti i marchi furono imitati in quel periodo. Poi lo Stato decise di mettere fine, una volta per tute e con forza, al mercato delle sigarette fuorilegge. Così per qualche anno si ritornò all’esclusivo ‘Monital’, al marchio del Monopolio che aveva sancito una vittoria importante sulla delinquenza: niente più scafisti e contrabbandieri con le auto veloci, la ‘guerra del fumo’ portava i vessilli della Repubblica. Ma la tregua è durata solo qualche anno: dal 2006 al 2012, gradualmente, sono ricomparse di nuovo le ‘bionde di contrabbando’ che non sono più sparite dalla circolazione. Due, essenzialmente, le cause che hanno riproposto la rifioritura delle bancarelle del fumo taroccato: da un lato senza dubbio ci sono le campagne antifumo che hanno contribuito a far lievitare i prezzi delle sigarette e a farli schizzare alle stelle, dall’altro ci si è messa la crisi economica che ha tartassato i cittadini depauperando le tasche degli italiani che sono diventate sempre più vuote (si taglia sulle spese meno importanti, di conseguenza sul fumo si può risparmiare e si ricorre a quello “più economico”). Questi due fattori hanno fatto si che tornasse in auge il triste fenomeno, un grande affare che si ripropone e che fa incassare milioni di euro alle mafie italiane e non. A Napoli in questo periodo c’è stata una imponente rifioritura del sistema contrabbando, in tanti angoli della città si rivedono i venditori che propongono le marche più svariate. Girando per la città e per la provincia si nota che di nuovo il mercato è in grande salute, la bionda di contrabbando tira come un tempo. Ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasche. Il marchio Napoli blu o Napoli rosse tira tantissimo in città e gli ingenti sequestri delle ultime settimane confermano questa tendenza. Tanti i tir provenienti dalla Bulgaria e da parecchi paesi dell’Est Europa carichi di sigarette che sono stati fermati negli ultimi mesi da Carabinieri e Guardia di Finanza. Davvero si può acquistare di tutto e di più, pur di fumare la gente si affida anche a sigarette di dubbia provenienza e bassissima qualità di lavorazione. Lo scenario è davvero inquietante non solo per il mercato che ormai è largamente diffuso ma soprattutto per la qualità, se di qualità si può parlare, delle sigarette provenienti dall’Est ma anche da nuovi Paesi ‘produttori’: Cina e marchi arabi hanno invaso le ‘piazze’ trovando sempre maggiori clienti disposti a fumare risparmiando. Pacchetti comprati anche a due o tre euro rispetto agli oltre cinque che si spendono in tabaccheria sono un affare per i fumatori incalliti che non riescono a fare a meno della dose di nicotina di bassa qualità. La legge del risparmio, in questo caso, potrebbe provocare gravissimi danni alla salute: che il fumo faccia male è cosa risaputa, ma che sigarette non controllate siano una ulteriore minaccia è più di un lecito dubbio.
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