Sparta Praga – Napoli zero a zero, ma che fatica, a tratti il match per i sostenitori dei colori azzurri si è trasformato in sofferenza pura. Una buona stella ha accompagnato i ragazzi di Benitez che non hanno offerto certo la migliore prestazione al cospetto di un avversario che mordeva le caviglie e correva si, ma che di qualità ne ha mostrate davvero poche sfiorando in ogni caso la vittoria. Sta di fatto che in passato queste partite il Napoli le avrebbe perse, invece grazie alla mano tesa da parte della Dea Bendata è arrivato il punto che tutti volevano alla vigilia e che ha regalato il passaggio del turno nel comunque facile e abbordabile girone I che adesso vedrà lottare fino all’ultimo proprio Sparta Praga e Young Boys per la seconda piazza che vale il pass qualificazione. La vittoria oggi sarebbe stata come oro colato (ma senza tirare in porta è difficile che si vincano le partite), ma in certi casi bisogna anche sapersi accontentare, e alla fine possiamo dire che la ‘missione è stata compiuta’. Il brodino che arriva dalla città delle cento guglie va fin troppo bene a Benitez vista la gara di stasera con gli azzurri che hanno praticamente rinunciato sempre a fare la partita ruminando calcio e lasciando – probabilmente volutamente o per mera incapacità di proporre calcio propositivo – il pallino del gioco allo Sparta che ha messo grinta e foga agonistica per larghi tratti del match. Onestamente un gol loro lo avrebbero anche meritato, ma a noi va di lusso così. Da attenuante per i ragazzi di Benitez – oltre alle assenze pesanti di Insigne e Mertens – il pessimo stato del terreno di gioco del Letna Stadium dove risultava complicato anche il controllo più semplice. Altro che ‘primavera di Praga’, il gelo ha agevolato i cechi che non hanno faticato a domare (nel gioco ma non nel risultato) gli azzurri incapaci per 80’ di impensierire la porta dello Sparta. I ragazzotti in maglia granata ci hanno graziato in un paio di circostanze con la traversa che diviene amica di Rafael che in ogni caso stasera (nonostante un paio di uscite a vuoto) ha salvato il risultato in almeno tre occasioni. Hamsik e soci si sono svegliati solo negli ultimi 10′ sfiorando anche il colpaccio finale con Zapata, ma forse sarebbe stato troppo, lo diciamo con onestà. Il Napoli non è risultato all’altezza di un modesto avversario, su questo non c’è alcun dubbio, ma in ogni caso quello che contava oggi era la qualificazione che è arrivata: la pratica adesso è quasi chiusa e da completare con la conquista del primo posto nell’ultima giornata al San Paolo con lo Slovan Bratislava. Un’appuntamento da non sottovalutare, adesso non si deve mollare perchè il primo posto, quello che evita spiacevoli incontri con le decadute dalla Champions ai sedicesimi, non deve sfuggire. Archiviamo la gelida serata praghese con la speranza di ritrovare al più presto il Napoli ammirato prima della sosta, quello capace di annichilire Roma e Fiorentina e mostrare il calcio più bello d’Italia. Un Napoli che deve recuperare anche Mertens già da lunedì prossimo a Genova contro la Samp di Mihajlovic, un cliente sempre scomodo da affrontare. Questa quinta giornata di Europa League ci ha riportato il sorriso, il Napoli ha fatto il proprio dovere, il minimo sindacale in un girone nel quale non passare sarebbe stato un delitto calcistico. Ci prendiamo il risultato buono per la classifica e guardiamo avanti con fiducia alla ricerca della squadra capace di entusiasmarci e di farci sperare a qualcosa di importante anche oltre il terzo posto. Si riparte da Praga, con un pareggio che vale per il morale e che farà affrontare con maggiore serenità i prossimi impegni in un fine anno molto impegnativo e che si concluderà con la supercoppa con la Juventus a Doha. Il Napoli crede nella rimonta e non molla nessuna competizione, Benitez vuole portare ancora altri ‘tituli’ in azzurro.
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