Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris e l’Assessore alla Cultura Nino Daniele hanno scritto una lettera al Sovrintendente per i Beni Architettoni, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Napoli, Giorgio Cozzolino, per sollecitare un intervento per la tutela ed il vincolo del bene. Un vero e proprio sos da Palazzo San Giacomo per evitare che lo storico teatro partenopeo – una cattedrale nel cuore di Napoli antica – diventi un supermercato.
Di seguito la lettera inviata a Cozzolino
“Le vicende che di recente hanno condotto nuovamente alla nuova chiusura del Teatro Trianon Viviani, teatro pubblico napoletano, e il successivo commissariamento della società di gestione, costituiscono motivi di grande preoccupazione. Ciò non solo per l’impoverimento dell’offerta culturale, ma anche e soprattutto per le drammatiche ricadute sui livelli occupazionali. Avvertiamo l’obbligo, altresì, di intervenire – per evitare Ia definitiva scomparsa del teatro del popolo della Città – ora che sono note concrete ambizioni di acquisto del bene da parte di soggetti che ne muterebbero la destinazione d’uso in un supermercato. Come è a sua conoscenza il Trianon possiede, da sempre, una riconosciuta collocazione storica, culturale ed artistica. Sorto, infatti, nel 1911 nel centro storico UNESCO di Napoli, la sala – al cui interno insiste addirittura un reperto greco risalente al IV/ III sec. a.c. – ha svolto la funzione fondamentaIe di valorizzare e diffondere la tradizione musicale della canzone napoletana. Nel corso degli anni, hanno calcato il palcoscenico le maggiori famiglie di teatranti della nostra Città: dagli Scarpetta ai De Filippo, dai Viviani ai Taranto, dai Maggio ai Di Maio, nonchė attori quali Nicola Maldacea e Totò e cantanti dell’importanza di Elvira Dannarumma, Mario Pasqualillo, Salvatore Papaccio. Il teatro Trianon ha conosciuto anche la prestigiosa direzione del Maestro Roberto De Simone. A tal proposito, Signor Sovrintendente, La preghiamo di fornire informazioni circa l’esistenza di disposizioni di tutela del bene, ai sensi del d. lgs. 42/2004 art. 10 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) e, in mancanza di norme specifiche, di verificare la possibilità di intervenire in tale direzione al piu presto, con cortese sollecitudine.
Confidando in un Suo positivo riscontro, Le trasmettiamo cordiali saluti”
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