Vesuvio, parlano i vulcanologi: “Ampliare l’interessamento delle zone a rischio”

“Piani d’emergenza da ricostruire”. Queste le parole di alcuni dipendenti dell’osservatorio vesuviano che lanciano l’allarme “rosso” riguardo un’eventuale eruzione del Vesuvio. La situazione non va certo presa sotto gamba, considerando i dati catastrofici che ha provocato il nostro vulcano nel giro di ventiquattromila anni, dalla sua primordiale eruzione ad oggi. Certamente è da ricondurre allo stato di “Imprevedibilità”, come pochi altri vulcani attivi presenti sul nostro pianeta. Un dato importante va sicuramente rivelato: il Vesuvio nell’attuale conformazione, presenta un’ampia valle che potrebbe indirizzare i flussi piroclastici verso quelle zone del napoletano che, tutt’ora, non vengono annoverate fra le soggette ad alto rischio. Studi scientifici extraterritoriali, che dovrebbero far riflettere gli organi politici e civili, nonostante i continui ammonimenti divulgati da molteplici documentari e scienziati d’oltremanica. Sono oltre tre milioni i cittadini in pericolo e intanto, è ancora solo nelle cosiddette “ zone rosse” che si continua a monitorare una soluzione di costruzione di presidii ospedalieri.

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