La crisi a Napoli, quella dura che fa abbassare le saracinesche. Qella che manda le famiglie in mezzo alla strada, quella che inghiottisce tutto e prepara ad un Natale all’insegna del risparmio e dei negozi – quelli che resistono ancora aperti – vuoti. Un tempo si registravano file infinite, la corsa al regalo di Natale imperversava, ma trattasi solo di un felice e sbiadito ricordo, la situazione a Napoli come per il resto della regione e del Paese è molto critica. Da quanto si apprende da ‘Il Mattino’ sarebbero oltre duemila le saracinesche che si sono abbassate a Napoli e provincia nel semestre scorso: il 60 per cento delle chiusure si registra comunque al centro, il restante 40 per cento ha colpito provincia e periferia. In Campania sono quasi 3900 i commercianti che tra gennaio e giugno hanno dovuto rassegnarsi alla resa. Chiusure che colpiscono particolarmente il centro storico
(piazza Carità e via Sanfelice, via Medina e il corso Umberto) e in primo luogo i negozi di abbigliamento. I dati di Confcommercio Napoli ci sono anche seicento bar: il 60 per cento era a Napoli e il 40 per cento si trovava in provincia.
Foto: rete internet
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