Il trionfo di Doha: il Napoli riporta la Supercoppa in città dopo 24 anni

Era il primo di settembre del 1990 quando al San Paolo Diego armando Maradona, il più forte calciatore di tutti i tempi, alzò al cielo la Supercoppa Italiana dopo che Silenzi e Careca fecero a fettine la difesa di Maifredi annichilendo proprio la Juventus con un perentorio 5-1. Quello fu l’ultimo trofeo vinto da una squadra di campioni, perchè poi  ci si avviò al declino. Vennero le retrocessioni, le amarezze, il galleggiamento nell’anonimato della serie B fino al fallimento. Ieri sera a Doha, in Qatar, il Napoli ha riscritto la storia di nuovo contro gli odiati zebrati che appena due anni fa a Pechino ci avevano letteralmente scippato dell’ennesimo trofeo tricolore. Il Napoli riparte da quel trofeo per lanciare la sfida al calcio italiano e – perchè no – anche a quello europeo che nell’immediato si chiama Europa League ma che dalla prossima stagione si dovrà tradurre in Champions League, l’habitat naturale di una piazza che ha fame di vittorie e una di squadra e una società in continua crescita. Il primo trofeo dell’anno che colora di azzurro le dune e i palazzi del Qatar e che proietta il gruppo di Benitez verso nuovi e prestigiosi traguardi è messo in bacheca, adesso bisogna completare l’opera in campionato e nelle altre due coppe da giocare. E poi il tecnico, il nodo sul suo rinnovo. Già, Benitez. L’allenatore che in tanti hanno discusso alle prime difficoltà, il grande insegnante di calcio che nonostante gli errori ha riportato a Napoli un aria nuova, europeista e non catenacciara, una mentalità vincente che a poco a poco si sta inculcando nella testa di calciatori non abituati a vincere. Proprio dal tecnico spagnolo si deve ripartire con la speranza di un vicino annuncio di rinnovo, ma anche dalle promesse da mantenere di un mercato soddisfacente da parte della proprietà per una seconda parte della stagione che il Napoli vuole vivere ad alta quota. Gabbiadini e Strinic ormai in arrivo, si attendono nuove mosse per irrobustire un organico da completare, e convincere così definitivamente l’allenatore spagnolo a dire si a De Laurentiis che rimane, in ogni caso, il principale artefice della costruzione di questa squadra di succeso. Al di la delle critiche e delle accuse diffamatorie. Le facce di Higuain e Rafael (finalmente decisivo), la caparbietà di Gargano, la potenza fisica di Koulibaly sono lo spot al calcio che dal deserto di Doha prende la direzione di Napoli. In Italia si assegnano tre trofei tricolore: scudetto, coppa Italia e Supercoppa, due su tre sono stampati – in meno di due anni – sul petto dei calciatori azzurri che ieri sera ci hano messo grinta e cuore per portare a casa il trofeo che tutti in città hanno festeggiato in modo particolare. Da Diego a Gonzalo, a passi di tango il Napoli si riscopre grande e vincente!

Foto: rete internet

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