Lavoro, Jobs Act: per l’assessore Severino Nappi è “La riforma del panettone”

Dalla pagina Facebook l’assessore al Lavoro della Regione Campania commenta i decreti attuativi del Jobs Act approvati dal governo Renzi. 

“Jobs act: prima del merito c’è anche il metodo. La riforma del panettone: probabilmente li chiameremo così i decreti attuativi del Jobs act approvati dal Governo in coincidenza col cenone di Natale. A volte mi domando perché la politica si lascia prendere la mano dalla pubblicità. La passione culinaria politichese è diventata quasi un’abitudine che ha fatto storia, dal “patto della crostata” in poi è arrivata fino al “patto del tortellino” sponsorizzato dallo stesso Renzi. Era proprio necessario approvare i decreti delegati in fretta e furia la Notte Santa pur di poter affermare che il Premier non dorme e non riposa mai? Oltretutto si tratta di una forma di pubblicità datata, perché la usava già Mussolini: la luce accesa di notte a Palazzo Venezia a testimoniare l’impegno costante del Duce per il suo popolo. Naturalmente non mi auguro certo che vada a finire nello stesso modo per il nostro simpatico Presidente del Consiglio. Però qualcuno glielo poteva dire a Renzi che questi decreti si potevano anche approvare lunedì o martedì senza che nessuno se ne scandalizzasse. Anche perché nella fretta hanno confezionato il solito prodotto legislativo degli ultimi anni. Incomprensibile e pieno di imprecisioni che, come e’ già accaduto con la riforma Fornero (altra riforma di ambizione napoleonica: “il fulmine seguiva dietro il baleno.”), darà la stura a mille contenziosi. Come sta accadendo in questi giorni con la polemica sull’applicabilità delle nuove norme agli statali. Esattamente quello che si doveva evitare nel Paese delle troppe cause. Era così difficile specificare la portata del provvedimento, o anche questa voluta esclusione rientra nella politica del compromesso al ribasso che finge di portare l’Italia in avanti ma in realtà la fa zompettare all’indietro? Quanto al merito, i giornali sono pieni di una constatazione amara: un imprenditore tra un licenziamento più facile e una nuova commessa vuole sempre quest’ultima. E appunto la questione è soprattutto: se sono tutti concentrati sulle regole chi pensa allo sviluppo?”

Foto: rete internet

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