Un anno di Napoli: con Benitez due trofei conquistati per un 2014 da record

E’ stato un 2014 sicuramente positivo per il Napoli, un anno che ha portato altri due trofei nella bacheca del club di De Laurentiis che è ritornato a vincere dopo anni di stenti ed anonimato. Un campionato – quello scorso – concluso al terzo posto alle spalle di Juventus e Roma con distacco pesante ma con gli azzurri capaci di stabilire due record: quello di punti fatti nella storia del club (78) e di gol: 77 quelli segnati in tutta la stagione, 104 in totale, coppe comprese. Un grande girone di Champions League culminato purtroppo con l’amara eliminazione con 12 punti a parimerito con le due qualificate Arsenal e Borussia Dortmund – favorite dalla differenza reti – resta la cocente delusione. Prima amarezza dalla Coppa dalle grandi orecchie. Ma la stagione si chiude bene, il Napoli a Roma il 3 maggio contro la Fiorentina conquista la Coppa Italia dopo un cammino esaltante nel trofeo tricolore che vede i ragazzi di Benitez eliminare, prima del trionfo con i viola, in successione Atalanta, Lazio e Roma in una doppia sfida da urlo chiusa con un perentorio 3-0 al San Paolo ai giallorossi di Garcia. Un trofeo però che viene macchiato indelebilmente dalla vile aggressione subita da Ciro Esposito, il giovane tifoso azzurro morto dopo cinquanta giorni di agonia a causa di un balordo criminale. Una morte che ha segnato e scosso una città e una tifoseria intera che mai dimenticherà il suo eroe di Scampia. Da quel tre maggio un monito al mondo del calcio che dovrà trarre da insegnamento, una volta per tutte, qualcosa di positivo da questa tragedia per far si che la violenza non entri più nel calcio! Per il Napoli arriva poi il ritiro di Dimaro con le cessioni di Reina, Dzemaili, Pandev e Behrami. Si aspetta un mercato importante che non decolla: Callejon ha i mal di pancia, ma alla fine lo spagnolo resta. Si parte col giovane Koulibaly, una promessa che diventa subito realtà. Ma i tifosi si aspettano l’acquisto col botto, invece arrivano Michu, De Guzman e David Lopez. Grande delusione da parte dell’ambiente che ‘vuole vincere’. Solito sorteggio sfortunato per il Napoli che dall’urna nel sorteggio dei preliminari Champions pesca la peggiore delle avversarie: l’Atletico Bilbao. Al San Paolo finisce 1-1 con il Napoli che si divora palle gol a raffica, al San Mames la cocente delusione: 3-1 per loro dopo l’illusorio vantaggio di Hamsik che da li a poco finisce nel mirino di parte del pubblico che lo becca e fischia. Il Napoli subisce il contraccolpo psicologico e dopo la vittoria all’esordio in campionato con il Genoa a Marassi incappa in due sconfitte consecutive con Chievo al San Paolo e Udinese in trasferta. Benitez viene contestato dopo essere stato osannato qualche mese prima: “Perchè non cambia quel 4-2-3-1?” si chiedono in tanti. Il Napoli si riprende, inizia a vincere con un super Insigne che purtroppo, al top della condizione, si infortuna: 6 mesi di stop per il Magnifico, ginocchio ko. Il Napoli si risprende il terzo posto a suon di vittorie, frantuma la Roma al San Paolo e il 4-2-3-1 di Benitez diventa di nuovo buono e l’allenatore il più bravo di tutti. Poi arrivano i pareggi beffa (Palermo, Cagliari, Inter e Atalanta) e il vantaggio sulle inseguitrici al terzo posto si azzera. Sconfitta evitata al San Paolo con l’Empoli, brutta e pesante quella di Milano con i rossoneri di Inzaghi, Benitez per quelli bravi addirittura vacilla, panchina a rischio. Nel frattempo il Napoli si libera senza troppi affanni delle avversarie nel girone di Europa League: spazzate via Slovan Bratislava, Young Boys e Sparta Praga, primato e sorteggio amico ai sedicesimi: i turchi del Trabzonspor non fanno paura. Arriva dicembre, il Napoli torna a vincere con il Parma al San Paolo, poi si vola a Doha prima delle feste di Natale per la Supercoppa con la Juve. E’ la rivincita di Pechino, il Napoli prende Madame per i capelli due volte (prima nei 90′ e poi nei supplementari) con Higuain e poi la trafigge ai rigori. E’ festa in città, si osanna la squadra e il mister. Intanto arrivano i colpi degli ultimi giorni: Gabbiadini e Strinic, si aspettano altri arrivi per continuare ad alzare al cielo trofei. E’ arrivato adesso il momento di trionfare anche in Europa. Senza tralasciare nulla in campionato, in fondo siamo solo a metà stagione e tutto ancora può accadere.

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