L’autopsia è stata eseguita oggi e per il momento si tratta di “un’attività interlocutoria che non può dare risposte definitive”. Queste le parole del prof. Enrico Marinelli e la dott. Luisa Regimenti all’Ansa dopo gli esami sulla salma di Pino Daniele. Per avere un quadro completo sono necessari “ulteriori accertamenti sui prelievi con esami istologici e di altra natura”. In ogni caso dai primi risultati dell’autopsia emerge che il cantante è morto per insufficienza cardiaca. Si dovrà stabilire se eventuali soccorsi più tempestivi avrebbero potuto salvarlo. E così, dopo questi fatti di “cronaca”, il giorno dopo i funerali di Pino Daniele, la vita va avanti con la tristezza nel cuore, ma con la consapevolezza che il cantautore partenopeo, la sua musica e le sue poesie, rimarranno indelebili per sempre nei cuori dei fan e dei napoletani. Al di la di tutte le polemiche strumentali messe su ad hoc da pseudo giornalisti, non si può che ritornare con la mente alle due serate in piazza del Plebiscito, prima con il flash mob spontaneo e poi ieri ai funerali con oltre centomila persone in un assordante silenzio ad ascoltare le bellissime parole del cardinale di Napoli Crescenzio Sepe. Napoli oggi è di 999 colori, ma ha l’orgoglio di aver conosciuto uno dei più grandi artisti della musica contemporanea, che ha cantato la città attraverso il suo blues in tutte le lingue e a tutte le generazioni. Dalla piazza il suo nome è echeggiato ed’è già leggenda, mito a Napoli come accade solo per i grandi artisti. Come lo sono stati Totò, Eduardo De Filippo e Massimo Troisi. Tanto si è detto e scritto in questi giorni per omaggiare il cantautore partenopeo. Adesso, dopo la ‘notte in Piazza del Plebiscito’ e le tante lacrime di commozione versate, ci lasciamo semplicemente con “Ciao Pino, sei stato un grande figlio della nostra città”.
Foto: rete internet
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