I colpi di scena della politica, quelli che non ti aspetti. Un suicidio per qualcuno, una strategia ben articolata per altri, sta di fatto che in prossimità del rinnovo del Consiglio Regionale della Campania se ne vedono e sentono davvero di tutti i colori. Tra i due litiganti (De Luca e Cozzolino) di solito va a finire che il terzo gode (Saggese), ma non sempre nel Reame (Partito Democratico) questo motto può definirsi valido al cento per cento. No, non sempre questo accade. Perché qualche volta può invece succedere che per mettere tutti i sudditi d’accordo c’è bisogno dell’emendamento correttivo al testo legislativo. In pratica, in certi frangenti arriva l’ordine dall’alto, il diktat perentorio direttamente dal Nazareno (e da sottolineare che da quelle parti in quanto a blasfemia di patti occulti ne sanno qualcosa) che spiazza tutti. Morale della favola spunta, quasi per magia, il quarto nome che cancella via tutti i precedenti: Gennaro Migliore! E così anche i sostenitori più agguerriti dello strumento delle primarie se ne fanno una ragione! Il vanto nel partito dei fighetti, quello importato dagli amici a stelle e strisce al tempo del “yes we can” qualche volta, quando le necessità e gli ‘imprevisti’ lo richiedono, può passare in secondo piano. Da qualche giorno c’è fermento nel Reame, le trattative per le elezioni regionali sono cominciate da tempo, l’ossessione è quella di trovare il nome giusto per ‘far fuori’ quelli li che da cinque anni si sono presi Palazzo Santa Lucia. Notte e giorno si susseguono riunioni, consigli segreti e Leopolde in salsa napoletana che hanno come unico obiettivo quello dell’ascesa al potere del discepolo del fiorentino rottamatorre. Si firmano documenti e si protocollano atti, ormai il meccanismo si è messo in atto, Migliore è l’uomo scelto dalla Direzione, che si mettano l’anima in pace i due duellanti principali che potrebbero a questo punto mettere in scena non improbabili scissioni. Si sa, nel regno delle assurdità, dove ormai è prassi che i leader prendano il potere senza essere votati, tutto può accadere. Da Roma la lezione è stata Letta! E pure ben memorizzata a quanto pare!
Foto: rete internet
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