Il Napoli chiude al terzo posto (in compagnia della Sampdoria di Mihajlovic) il girone d’andata, come accadde giusto un anno fa, sempre alle spalle di Juventus e Roma. Nulla di entusiasmante per carità, ma per come si era messa ad un certo punto la stagione il traguardo adesso sembra davvero importante, anche se nuovi e freschi entusiasmi che giungono dalla vittoria di ieri sulla Lazio fanno ben sperare per il futuro. I numeri, partendo dalla classifica che quest’anno recita: Juventus 46, Roma 41 e Napoli 33 insieme ai blucerchiati. A gennaio 2014, alla 19°, le posizioni erano le stesse di oggi ma, dopo 12 mesi, le prime della classe hanno fatto registrare un dato peggiore rispetto alla passata stagione. La Juve di Conte aveva chiuso il girone d’andata con ben 52 punti (+6 su quella di Allegri) mentre la Roma girò a 44, portando a casa quest’anno un -3. Il crollo vertiginoso lo ha subito in ogni caso il Napoli che chiuse nella scorsa stagione con 42 punti: il -9 attuale e impietoso di Higuain e compagni pesa come un macigno sull’economia del campionato, soprattutto perchè tanti punti sono stati gettati al vento al cospetto delle cosiddette ‘piccole‘. Un andamento ballerino e altalenante figlio di una stagione nata sotto una cattiva stella: la notte di Bilbao. Dalla maledetta disfatta del San Mamès, infatti, gli azzurri ci hanno impiegato davvero tanto per riprendersi e metabolizzare quella cocente delusione, poi altre tegole si sono abbattute sull’organico azzurro che in molti momenti sembrava sull’orlo di una crisi irreversibile. Prima il ‘caso‘ Rafael con il portiere brasiliano finito nell’occhio del ciclone a furia di prestazioni insufficienti, poi l’infortunio di Insigne nel suo momento migliore, quando sembrava che lo scugnizzo di Fratta avesse assorbito del tutto gli schemi di Benitez. Il Napoli è andato avanti alternando grandi prestazioni a partite scialbe e irritanti: in 19 gare il gruppo di Benitez ha raccolto 9 vittorie (4 in casa, 5 fuori) e 6 pareggi (3 al San Paolo, 3 in trasferta), 4 sono state invece le sconfitte (2 fuori, 2 in casa). I successi: Genoa, Torino, Hellas, Sassuolo, Roma, Fiorentina, Parma, Cesena, Lazio. I pareggi, quasi tutti beffa: meritati quelli con Sampdoria a Marassi ed Empoli al San Paolo (bruttissime prestazioni), amari quelli con Inter (al 91′ vantaggio azzurro con Callejon, al 94′ pareggio nerazzurro), Atalanta (rigore di Higuain sbagliato al 92’), Palermo e Cagliari. Questi ultimi due arrivati dopo il doppio vantaggio azzurro: dal 2-0 al 3-3. Anche le 4 sconfitte hanno dell’incredibile: a parte quella contestatissima con la capolista arrivata per clamorose sviste arbitrali, nelle altre tre circostanze il Napoli ha davvero perso contro avversari modesti. Chievo al San Paolo (dopo il rigore fallito da Higuain), Milan e Udinese in trasferta. I gol: per quelli fatti il Napoli (nonostante l’inversione di tendenza dell’ultimo periodo) rimane una garanzia al secondo posto alle spalle della Juve. Sono 34 i sigilli azzurri, 42 quelli della capolista, 32 le reti della Roma. La difesa, e arrivano i dolori: il Napoli ne ha subiti davvero troppi di gol. Mentre la Juve al passivo ne conta appena 9 e la Roma 14, la porta di Rafael è stata trafitta 24 volte in 19 gare (media 1,26 a partita). Nonostante il Napoli si trovi in Europa League e non in Champions (e quindi con una distrazione all’apparenza inferiore) nella prima parte del torneo non ha brillato rispetto ad un anno fa, ma – come detto – le recenti prestazioni fanno davvero ben sperare per una inversione di tendenza nel girone di ritorno. Con un Gabbiadini in più in avanti e Strinic in difesa (in attesa del rientro di Zuniga), ma soprattutto con la voglia di Higuain di continuare a vincere e segnare, al Napoli nulla è precluso. Se solo Callejon ed Hamsik tornassero quelli di un tempo, allora si che gli azzurri potrebbero davvero riprendere la marcia…
Foto: rete internet
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