In un San Paolo semivuoto (appena diecimila i paganti) il Napoli affronta, da campione in carica, l’Udinese di Stramaccioni per gli ottavi di coppa Italia e passa ai rigori, ma che fatica! Una brutta prestazione per i ragazzi di Benitez che portano a casa il risultato ma che soffrono tanto nel finale quando nemmeno l’uomo in più riesce a mettere in discesa una partita che alla vigilia sembrava abbordabile. Alla fine ci dice bene di nuovo dal dischetto e va bene così. Ai quarti sarà Napoli-Inter. Da rivedere qualcosa ma in certe occasioni gli obiettivi raggiunti mettono a tacere anche le critiche. Ci sarebbe tanto da dire e da scrivere, l’Udinese di Stramaccioni avrebbe meritato anche qualcosa in più per l’impegno profuso, ma alla fine passiamo noi e questo e’ quel che conta. Benitez mischia le carte e si affida – come da facile previsione – ad un ampio turn over: formazione inedita con Andujar tra i pali, poi Mesto – Henrique – Britos – Strinic in (una tutta nuova) difesa, e centrocampo (come sempre rigorosamente a due) con Jorginho e Gargano. Undici completato con Duvan in avanti a fare (almeno nelle intenzioni per carità) l’Higuain, e trio Mertens – Hamsik – Gabbiadini dietro la punta con l’ex doriano ad agire sulla destra al posto di Callejon. È partita secca e gli azzurri cominciano il match col piglio giusto, ma al 3’ gettano al vento la prima occasione con Mertens che manda sulla traversa un calcio di rigore procurato da Duvan mentre ancora sugli spalti si intona ‘Napul’è’ di Pino Daniele. Scuffet apprezza e benedice il legno amico. Da quel momento si assiste ad una fase di stallo della gara con attacchi su entrambi i fronti ma con una prevalenza territoriale degli azzurri che vanno con maggiore frequenza vicino al gol del vantaggio. L’Udinese è abbastanza incerottata e si vede, Andujar rimane inoperoso per un tempo intero e sotto una battente pioggia le due formazioni si danno battaglia, ma è il Napoli che offende con maggiore incisività e che spreca ancora alla mezz’ora. Strinic corre come un forsennato sulla sinistra ma i compagni non lo assecondano, Gabbiadini non incide, Duvan si danna come un leone in gabbia ma la fortuna non lo assiste. E così va a finire che al 45’ Scuffet salva la sua imbattibilità anche perché al 35’ c’è il secondo legno (stavolta di Gargano con un tiro improvviso dal limite) che grazia i ragazzi di Stramaccioni. Il portiere bianconero alza di nuovo gli occhi al cielo in segno di ringraziamento. La pioggia diventa pressante, i pochi intimi delle due curve non smettono di incitare la squadra fino all’intervallo. Mertens (rigore sbagliato a parte) non appare in serata. Nella ripresa si comincia con lo stessa tema tattico: il Napoli va di nuovo vicino al gol con Hamsik su un campo sempre più allentato dalla pioggia, Scuffet stavolta ci mette i guantoni per deviare la botta dello slovacco. Dopo un ora di gioco il Napoli almeno un amnesia se la deve concedere e prende il solito gol in contropiede che spacca la partita: con la squadra sbilanciata in avanti Mertens perde palla e Thereau non falisce una volta di fronte ad Handujar. Il gol preso, come spesso accade, da la scossa al Napoli che si rituffa a testa bassa nella sedici metri avversaria e Duvan si procura il calcio di rigore (il secondo) che Jorginho realizza spiazzando Scuffet. Al 68’ Widmer affossa Mertens al limite: per lui doppio giallo e doccia anticipata ma gli azzurri non ne approfittano fino in fondo. Il Napoli con l’uomo in più aumenta i ritmi, la vuole chiudere nei 90’ ma presta sempre il fianco alle ripartenze dell’Udinese che fa paura quando si presenta dalle parti di Andujar. Benitez lancia De Guzman nella mischia per l’assalto finale e richiama Gargano (ottimo anche stasera) in panchina, Hamsik sfiora il vantaggio. Anche Callejon in campo per Gabbiadini che non ha incantato, si arriva nel recupero con lo spettro dei supplementari che si materializza. Pronti via l’Udinese sfiora due volte il vantaggio nell’extra time, prima Mesto, poi Andujar salvano il risultato. Al 100’ è il capitano Marek Hamsik a trovare un gol con un bolide dalla distanza che Scuffet può solo sfiorare e che si spegne nell’angolino. Finita? Per niente perchè solo tre minuti dopo è il solito Konè a trovare il pareggio con un gran gol dal limite. Si arriva al 110’ con l’ingresso in campo di Higuain per Duvan, ma succede davvero poco. Al 120′ Mertens tutto solo si divora il gol della qualificazione. Poi la lotteria dei rigori che premia il Napoli con il tiro decisivo di Higuain.
dal San Paolo Vincenzo Rea
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