Gli effetti della crisi economica: nel quarto trimestre del 2014 per le famiglie con una spesa media mensile più bassa, quindi si parla di quelle famiglia considerate più povere, l’Istat registra prezzi in deflazione con un -0,2%. Per i nuclei familiari che invece hanno i livelli più elevati di acquisto, i più ricchi, l’indice è positivo (+0,3%). In questo modo sono state avvantaggiate le fasce ‘deboli’ con budget limitati, come accade sempre nei periodi di bassa inflazione, anche se guardando agli ultimi 9 anni lo scenario è abbastanza contraddittorio: +21,8% per chi spende meno e +18,2% per i più benestanti. “La decelerazione dell’inflazione nel 2014 – si legge nel comunicato – è stata quindi più marcata per le famiglie con minore livello di spesa, consolidando una tendenza già emersa durante il 2013. Le ragioni di questo andamento risiedono soprattutto nella flessione dei prezzi dei Beni energetici e dei Beni alimentari, la cui incidenza sul bilancio delle famiglie con minore capacità di spesa è più che doppia rispetto a quelle dell’ultimo gruppo”.
Foto: rete internet
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