Pipita stende il Grifone, il Napoli torna terzo e vede la Roma…

C’è voluto il solito immenso Pipita per avere la meglio su un Genoa mai domo in una partita dominata dal Napoli ma come al solito non chiusa prima del penalty trasformato dall’attaccante argentino. Un risultato bugiardo perchè riavvolgendo il nastro del match le azioni sprecate dagli azzurri davvero non si contano. Il Napoli da stasera punta ufficialmente la Roma, inizia a intravedere la strada verso la capitale con le sagome di Totti e De Rossi che si materializzano e restano piantate li al pit stop, mai così alla portata. Si, certo, restano sei i punti da recuperare e ce ne sono ancora di chilometri da macinare e percorrere ad alta velocità prima di arrivare al traguardo e prendere la bandiera a scacchi. La macchina azzurra in verità ancora non va a pieno regime, il carburante c’è pure ma delle piccole sbavature alla guida non permettono ancora una performance costante. Ma vincere spesso aiuta a colmare anche delle lacune che altrimenti resterebbero immutate e così dal 90’ di Napoli – Genoa si prova a crederci per davvero alla rimonta e a scrutare all’orizzonte le tinte giallorosse non più sfocate, mentre qualche domenica il solo pensiero pareva puro miraggio e utopia. Con il Genoa nel monday night una gara da vincere a tutti i costi per due motivi: sia per dare continuità ai risultati e riagguantare (in solitudine) quel terzo posto che rappresenta la base di partenza della stagione azzurra, ma soprattutto per accorciare la distanza dalla Roma che continua a perdere punti per strada, come fatto proprio dalla squadra di Benitez in avvio di stagione. I tifosi ci credono e sfidano il freddo gelido per dare sostegno ai ragazzi: non è record di presenze ma il colpo d’occhio è accettabile, la cornice è quella delle occasioni che contano. Il derby dell’amicizia tra le tifoserie comincia sotto i migliori auspici per i colori azzurri con un Napoli determinato e concentrato, quasi feroce, che arriva al gol in avvio con il solito e implacabile Pipita che (in sospetta posizione di fuorigioco) di testa appoggia in rete su respinta di Perin che non trattiene una botta dal limite di Callejon. Per 20’ si vede in campo un Napoli quasi perfetto che si avvicina alla migliore prestazione della stagione, poi però – non sarebbe il Napoli di Benitez in caso contrario – arrivano le solite amnesie difensive che rendono ancor di più avvincente la gara anche grazie all’ardore agonistico dei rossoblù che non indietreggiano di un centimetro anche dopo lo svantaggio. Il Napoli fallisce il raddoppio prima con il capitano e poi con lo stesso Higuain, poi Perin si trasforma per un secondo nel peggior Rafael e per poco non commette la frittata e si rimane sull’1-0. Ma il Napoli continua a sprecare con Hamsik sugli scudi a costruire e De Guzman a sciupare: da applausi la ripartenza al 36’ con lo slovacco che pesca alla perfezione l’olandese che spara alto il pallonetto. Molto bene, oltre ad Hamsik, nel complesso tutta la squadra e anche Inler che rientra dal 1’ dopo una serie di panchine a far coppia a centrocampo con Lopez. All’intervallo si va con il minimo vantaggio, per l’ennesima volta con tante occasioni sprecate per chiuderla. Nella ripresa si comincia allo stesso modo del primo tempo: prima De Guzman e poi Higuain falliscono due clamorose palle gol e il Genoa rimane frastornato ma in piedi e in partita. Come in un copione già scritto, alla prima vera occasione, con un tiro dal limite il Genoa trova il gol del pareggio. Dopo lo schiaffo il Napoli reagisce: traversa di Callejon su destraccio rabbioso, ma è il solito Pipita dagli 11 metri a portarci di nuovo avanti meritatamente. Nel finale il Napoli amministra e porta a casa i tre punti pesantissimi: la Roma è avvisata!

 

dal San Paolo Vincenzo Rea

 

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