Una volta si diceva “Segna sempre lui…”: Gonzalo Higuain a Napoli sta scrivendo delle pagine bellissime, straordinarie, che si tratti di campionato o coppe non fa nessuna differenza, l’argentino a passi di tango annerisce gli avversari che si presentano al suo cospetto. Nel calcio – che è un gioco e non di certo una scienza esatta – esistono certe regole non scritte che vanno contro ogni pronostico o previsione: quando si affrontano due squadre con le difese ‘ballerine’ che di gol ne subiscono in ogni gara con una certa regolarità, succede sempre che si assiste a partite povere di reti. Alla vigilia di Napoli – Inter nemmeno il più affezionato fan del ‘catenaccio’ avrebbe potuto prevedere uno zero a zero al 90’. Ma tant’è, il Napoli la spunta all’ultimo respiro con l’ennesima magia di Re Pipita che si va a prendere l’abbraccio del San Paolo che si inchina al suo nuovo Eroe. In uno stadio che si presenta nuovamente con un buon colpo d’occhio considerando che si tratta di coppa Italia (circa in cinquantamila sugli spalti, evidentemente la formula prezzi popolari per gli abbonati ha dato frutti apprezzabili) il Napoli parte all’assalto della semifinale del trofeo tricolore, ma Benitez stupisce tutti con una mossa a sorpresa mandando in campo una difesa quasi inedita con Kuolibaly e Strinic sulle corsie e al centro Albiol con Britos. Il Napoli parte bene e sfiora il gol con Higuain di testa, ma – come sempre accade – alla prima occasione Icardi colpisce il palo (13’). E così l’Inter ci crede e il Napoli si adegua (ma solo per qualche minuto) all’avversario che tenta di giocare a calcio ma soprattutto a calci con Pipita in particolare maltrattato a più riprese dai cagnacci di Mancini. Gli azzurri sembrano superiori all’Inter che è squadra di blasone ma bastonata dagli ultimi match (troppo vive le tre sberle di Sassuolo negli occhi di ICardi e soci), ma nel calcio spesso accade che nel confronto singolo da dentro o fuori le differenze si livellano e dopo quasi mezz’ora il risultato rimane di zero a zero. Poi, dopo l’illusoria sfuriata nerazzurra, il Napoli ritorna a fare la gara attaccando a testa bassa e l’Inter rincula: Mancio, visti i magri risultati dell’ultimo periodo, pensa innanzitutto a non prenderle per limitare i danni. Ma Higuain lotta e corre come un forsennato e al 32’ sfiora nuovamente la marcatura su respinta Carrizo che non trattiene la sberla di Hamsik. Nel finale di tempo si rivede il Napoli arrembante, il vice Handanovic si salva anche su Koulibaly (straripante anche in una zona del campo non sua) che da un metro dalla porta manda incredibilmente alto e punteggio che non cambia all’intervallo. Nella ripresa la gara rimane la stessa con il Napoli in avanti e l’Inter che riparte e che sfiora ancora il gol con il solito Icardi: Andujar devia in angolo. Callejon non incide, De Guzman corre ma non è lucido sottoporta, per sbloccarla serve la zampata del fuoriclasse, Benitez manda a scaldare Gabbiadini e Mertens. Escono lo spagnolo e il Capitano (che ha giocato una buona gara), entrano l’attaccante belga e l’ex doriano: sulla carta non cambia nulla ma la manovra offensiva azzurra ne guadagna in dinamicità e freschezza. Ma la gara non si schioda, per un tempo si ‘guazzabuglia’ calcio con il Napoli che non l’ha giocato benissimo questo quarto, ma alla fine arriva la genialata di Higuain che a tempo scaduto rispedisce a casa l’Inter che iniziava a crederci per davvero all’impresa. Sarà Napoli – Lazio in semifinale, per l’ennesimo traguardo che questa società vuole raggiungere e vincere. Il giro finale di campo dell’eroe della serata uno spot a questo calcio con sempre meno protagonisti.
dal San Paolo Vincenzo Rea
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